Forte dei Marmi, l’ultimo saluto a Roberto Santini. «Ciao Robi», balneare gentiluomo
L’addio al mare dal suo Bagno Piero, l’omaggio dei suoi ragazzi visibile dal cielo. Tanti i vip per il funerale di domenica 13 settembre. L’amico Molino: «Il suo stabilimento, impresa sociale»
FORTE DEI MARMI. C’erano i suoi bagnini di ieri e di oggi, con la maglietta rossa del salvataggio autori di «Ciao Robi», una maxi scritta tracciata sulla spiaggia del suo Bagno Piero, ad accogliere Roberto Santini nel grande parco delle Suore Canossiane del Forte. Quel prato dove un tempo i ragazzi del paese giocavano a pallone la domenica mattina – e dove lo stesso Roberto aveva corso come tutti – è stato domenica 13 settembre il teatro del suo addio. Un addio confortato da tantissime persone giunte a stringersi attorno alla famiglia.
Le esequie di Roberto Santini, patron del Bagno Piero scomparso venerdì mattina a 63 anni per un arresto cardiaco, si sono trasformate in un silenzioso e assorto confronto tra il paese e i suoi ospiti più illustri. Ripercorrendo la figura dell’imprenditore, la comunità si è interrogata sul significato profondo di cosa sia Forte dei Marmi, di cosa sia stata fin qui, confermando l’assunto di una grande famiglia dentro un piccolo paese.
L’ultimo saluto
Sembra un paradosso, ma è la lezione che, a cominciare da monsignor Piero Malvaldi che ha celebrato la messa, è stata palesata agli oltre 400 presenti, volti noti e gente comune. Tra le tante autorità e personalità presenti figuravano tra gli altri Alfonso Cuarón, Alessandro Sallusti, Demetrio Albertini, Federica Panicucci, Fabio Genovesi, Alessia Berlusconi, il generale Massimo Masciulli – nuovo direttore della Dia – e l’amico infettivologo Matteo Bassetti, che ha deposto sulla bara la maglia del Genoa, loro comune passione calcistica. Presenti e commossi anche Milly e Massimo Moratti. Tutti amici e sempre ospiti del Bagno Piero, una struttura da sempre con le proprie porte aperte.
Le parole
Malvaldi nella sua omelia ha voluto ricordare Santini per la sua timidezza e per la voglia di stare sempre in disparte: «Me lo immagino qui in fondo al parco che ci sta guardando defilato, come sempre faceva quando veniva in chiesa. Ma Roberto aveva anche una religiosità profonda che aveva svoltato qualche anno fa, quando decise di fare il Cammino di Santiago di Compostela in bicicletta, tornandone cambiato e migliore».
Tante le testimonianze d’affetto, a cominciare dai dipendenti di ieri e di oggi presenti in massa, che tramite Renzo, il maestro di nuoto, hanno esternato un ringraziamento a un balneare atipico e la garanzia che chiunque prenderà le redini dell’impresa li troverà pronti a collaborare per onorare Roberto. Come ha ricordato l’amico fraterno Michele Molino «ci siamo trovati qui dalle Suore in quinta elementare e non ci siamo più lasciati fino a venerdì. Roberto con il Bagno Piero ha sempre espresso il suo amore per il paese, trasformandolo in una sorta di impresa sociale dove ogni fortemarmino con necessità o voglia di fare veniva accolto tra i dipendenti. Se non è impresa sociale questa! Tutti gli stabilimenti balneari d’estate fanno cene e feste – ha continuato Molino – ma la festa che Roberto amava di più era quella a fine stagione con i suoi bagnini e dipendenti. Era la famiglia che si ritrovava per serrare le fila e aprire le prospettive dell’anno dopo. Quest’anno non ha fatto in tempo a presenziarla».
A metà anni ‘80 Roberto Santini dette una svolta alla sua vita: dagli studi universitari alla rinuncia all’esonero dal militare in Marina, per poi affiancare il babbo Giampiero e la mamma Nenè, apprendendo i segreti del mestiere e mantenendo quel clima che prima suo nonno Sebastiano, poi il padre e ora lui avevano coltivato e difeso contro tutto e tutti. «Eravamo felici ogni estate da te perché eravamo nella nostra famiglia», ha commentato la marchesa Ginori.
Tanti i ricordi
«Roberto – ha ricordato l’amica e collega Berlusconi – era un uomo d’altri tempi, un vero gentiluomo. Profondamente legato alla storia del suo paese e alla tradizione balneare, di cui è stato uno dei grandi interpreti, ha saputo essere al tempo stesso un autentico innovatore, come forse soltanto oggi gli viene pienamente riconosciuto. Tenace e generoso, amava la sua spiaggia più della sua stessa vita. Negli ultimi anni aveva dedicato molte delle sue energie a sostenere i colleghi balneari nell’amara battaglia contro gli effetti della direttiva Bolkestein: giusta nei suoi principi, ma profondamente ingiusta nelle modalità con cui è stata applicata. Queste vicende lo avevano profondamente provato. Oggi, nel ricordarlo come amico fraterno, mi auguro soprattutto che le sue battaglie, le sue idee e la sua voce non rimangano inascoltate».
Infine l’abbraccio d’affetto al congedo e la frase di Sant’Agostino: «Signore, non ti chiediamo perché ce lo hai tolto, ma ti ringraziamo per avercelo dato», così Roberto Santini ha poi intrapreso l’ultimo viaggio, con un commosso passaggio al suo Bagno Piero per fargli vedere un’ultima volta il suo mare, prima della cremazione.
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