Il Tirreno

Prato

La novità

Prato, il Marco Polo è la prima scuola in Toscana ad adottare il modello finlandese

di Redazione Prato

	La docente Maria Paglia insieme alla dirigente scolastica Giuliana Pirone
La docente Maria Paglia insieme alla dirigente scolastica Giuliana Pirone

Dal prossimo anno scolastico verrà incrementata la sperimentazione per “imparare a imparare”. Via libera alle gite d’istruzione all’estero, anche per la primaria

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Dal prossimo anno scolastico l’Istituto comprensivo “Marco Polo” sarà la prima scuola in Toscana ad aderire alla Rete Mof, il Modello organizzativo finlandese. Lo annuncia la preside Giuliana Pirone, che assieme a tutto il corpo docente, ha già preso contatti con la creatrice del modello Mof, la dirigente scolastica Antonella Accili, presidente italiana del nuovo modello didattico, che ha studiato di persona in Finlandia e che lo ha adattato alla realtà italiana.

D’altronde il Marco Polo, seguendo le orme del viaggiatore veneziano a cui è intitolata, è la scuola pratese da sempre più aperta verso il resto del mondo, con il 40% degli iscritti che sono figli di genitori non italiani (erano il 74% l’anno scorso). Aperta verso il mondo in tutti i sensi: il Comprensivo ha vinto un paio di bandi Erasmus e dal prossimo anno scolastico farà le gite all’estero, anche coi bambini della primaria.

Racconta la dirigente scolastica Pirone: «La scuola di oggi, impostata sulla trasmissione frontale di conoscenze indiscusse, non riesce più a stare al passo con la nuova realtà sociale, relazionale, lavorativa. E non riesce a valorizzare i punti di forza di ciascun alunno, creando, spesso, frustrazione ed etichettando i ragazzi quando non riescono a stare al passo con una didattica obsoleta e non innovativa».
Occorre quindi un cambiamento: e qui subentra in aiuto il Modello organizzativo finlandese.
Occorre ridurre la lezione frontale, trasmissiva di saperi puri, per dare spazio a modalità didattiche che sviluppino soprattutto competenze, tra cui spicca quella dell’imparare ad imparare, affinché ognuno possa arricchire e attualizzare continuamente i propri saperi da solo, in un processo continuo di aggiornamento e formazione che corra lungo tutto l’arco della vita.
«Di fatto, osservando i miei docenti – aggiunge la preside Pirone – quando sono giunta in questo Istituto lo scorso anno, ho subito vissuto lo spirito inclusivo del “Marco Polo” (è qui che è stato creato il primo protocollo di accoglienza interculturale del territorio) che, di fatto e ormai da anni, è lo stesso del Mof, ovvero è capace di plasmare il proprio contesto, declinandolo in maniera ottimale in base alle caratteristiche dei bambini. Il “Marco Polo” è da sempre un laboratorio didattico perenne per star bene a scuola. E questa è la nostra priorità: far stare bene a scuola bambini, alunni e studenti, nei nostri tre ordini di scuola. Basta coi progettifici, con l’impegnare i ragazzi con una quantità di attività esagerata; noi puntiamo sulla qualità del benessere.
Per me, l’adesione a questa rete internazionale, ispirata a uno dei modelli pedagogici e didattici considerati tra i migliori al mondo, è semplicemente un modo di “definire” ciò che i miei insegnanti già utilizzano: una didattica laboratoriale, inclusiva, con un setting d’aula particolarmente attento alle esigenze di ciascun bimbo».
«Siamo pronti a incontrare le famiglie che volessero sapere di più su questa sperimentazione (nuova distribuzione degli orari, basata sull’uso flessibile del tempo; la compattazione dell’orario scolastico; l’implementazione delle idee; i campus estivi; la didattica esperenziale) – spiega ancora la preside – e conoscere da vicino la nostra realtà, se non l’hanno ancora mai vissuta. La sperimentazione inizierà su tutti e tre gli ordini di scuola: Infanzia “Villa Charitas”, Primaria “Filzi/Guasti” e Secondaria di I Grado “Ser Lapo Mazzei”».
Questa non è l’unica sperimentazione presente al “Marco Polo”. Da molti anni l’Istituto aderisce ai Laboratori del Sapere Scientifico della Rete delle scuole della regione Toscana, fruendo dei corsi di formazione tenuti dal professor Carlo Fiorentini presidente del Cidi di Firenze. Molte classi attuano percorsi annuali di scienze che privilegiano la didattica laboratoriale con la partecipazione attiva degli studenti. La didattica innovativa adottata permette agli alunni di costruire il proprio sapere con interesse e motivazione e di appropriarsi dei metodi dell’indagine scientifica. Alcune classi da anni hanno ricevuto validazioni dalla commissione scientifica per aver sperimentato percorsi significativi che sono stati inseriti sul sito della Regione Toscana (Laboratori del Sapere Scientifico – LSS).
Nella scuola si sperimentano da anni percorsi di Italiano, ideati dalla formatrice Maria Piscitelli che promuovono abilità linguistico-cognitive e sviluppano la sfera sociale e relazionale. La didattica privilegiata è quella di tipo laboratoriale che utilizza un approccio alla disciplina attivo e dinamico, non passivo o puramente esecutivo. Gli alunni attraverso le loro ricerche e scoperte mediante una didattica cooperativa, costruiscono un sapere duraturo che genera competenze reali. «E’ necessario individuare i saperi irrinunciabili, non enciclopedici, che generano nuove conoscenze mediante attività pratiche e di ricerca – dice la dirigente Pirone – Gli alunni devono essere i protagonisti della lezione. Si sperimentano nella scuola anche percorsi di geostoria, gli insegnanti seguono corsi di formazione di storia guidati dalla formatrice Annalisa Marchi. Durante le lezioni lo studente ha un ruolo attivo nel processo di scoperta, conferitogli attraverso un metodo laboratoriale che privilegia la problematizzazione, l’apprendimento sociale, attraverso lo scambio dialogico e la didattica cooperativa. Le attività didattiche laboratoriali attivano forme di comprensione profonde negli alunni e capacità autonome di ragionamento, di analisi, di collegamento e di sintesi che concorrono all’acquisizione del senso critico. L’attività pratica operativa a livello cognitivo punta alla costruzione di conoscenze e competenze della disciplina storica attraverso i tempi della riflessione lenta sia individuale sia collettiva. I percorsi di geostoria negli anni sono stati ritenuti significativi e validati dalla commissione scientifica dei laboratori di LSS ed inseriti sulla rete della Regione Toscana».

Primo piano
Mobilità

Crollo al ponte sull’Aurelia, treni in tilt sulla Roma-Pisa: centinaia di viaggiatori bloccati in aperta campagna - Proteste e caos / Video

di Tommaso Silvi
Speciale Scuola 2030