Lucca, bimbo caduto dalle Mura: testimone a sorpresa smentisce i turisti
L’incidente nell’agosto del 2018: vittime padre e figlio caduti nella cannoniera del baluardo San Regolo. Il consulente della difesa: «Dislivello ben visibile»
LUCCA. Una testimonianza che ribalta la ricostruzione fornita dai due turisti francesi residenti a Dubai e una consulenza tecnica con video e simulazioni che, secondo la difesa, dimostrerebbe come fosse «impossibile non accorgersi del vuoto» presente sulla cannoniera del baluardo San Regolo.
È quanto emerso ieri mattina davanti al giudice di pace nel processo per l’incidente occorso nell’agosto 2018 a due turisti francesi, padre e figlio, caduti nella cannoniera del baluardo San Regolo. Una vicenda che vede imputati gli ex vertici dell’Opera delle Mura Alessandro Biancalana, Giovanni Marchi e Maurizio Tani, accusati di lesioni colpose. L’udienza si è concentrata sulla deposizione del teste Angelo Nencetti, all’epoca funzionario comunale addetto all’Opera delle Mura.
Nencetti, presente sul luogo della caduta, ha raccontato di aver cercato di dissuadere il padre del bambino dal tentare una discesa improvvisata verso il terrapieno, indicandogli invece il passaggio dal giardino botanico. L’uomo però avrebbe deciso di scendere autonomamente, passando da un piano intermedio, ferendosi alla spalla. Una versione che contrasta con quella sostenuta dai coniugi francesi, secondo i quali il padre sarebbe precipitato nel tentativo disperato di soccorrere il figlio senza rendersi conto del vuoto. Parole che potrebbero avere conseguenze anche sul piano giudiziario, qualora venisse chiesta la trasmissione degli atti in procura per valutare le ipotesi di falsa testimonianza e calunnia a carico dei turisti francesi. Di rilievo anche la deposizione dell’ingegner Achille Dall’Aglio, consulente della difesa, che ha ricostruito con filmati e rilievi il tragitto compiuto dalla famiglia francese sulle Mura. Un percorso dal quale erano ben visibili il dislivello e l’assenza di protezioni. Il procedimento tornerà in aula il 25 maggio per la discussione finale, la sentenza è attesa il 16 giugno.
G. P.
