Trascinata sull’asfalto e scippata prima di entrare al lavoro: aggressione choc a Livorno
L’episodio è avvenuto nel quartiere Colline tra il viale del Risorgimento e via Don Bosco: la malcapitata è un’addetta alle pulizie di 54 anni della Rsa “I Girasoli”
LIVORNO. Era da poco uscita di casa per entrare al lavoro. Poi, davanti alla chiesa dei Salesiani, è stata scippata da un uomo. Choc ieri mattina (mercoledì 6 maggio) fra viale del Risorgimento e via Don Bosco, nel quartiere di Colline, dove un’addetta alle pulizie di 54 anni della Rsa "I Girasoli" è stata derubata prima di iniziare il turno nella struttura sanitaria per la quale opera da sette anni.
I fatti
L’episodio si è verificato attorno alle 7,20: la donna, afferrata da dietro senza neanche avere la possibilità di difendersi, è stata sbalzata sull’asfalto e trascinata per diversi metri, poi il ladro - da lei descritto come una persona italiana, la cui età non è chiara - è riuscito a strapparle la borsa con all’interno il portafogli con i soldi, il cellulare, oltre ai documenti d’identità e al bancomat, scappando su una Fiat Panda bianca che aveva parcheggiato nelle vicinanze.
Il racconto
La cinquantaquattrenne è riuscita a rialzarsi, dolorante e ferita all’indice della mano destra, incamminandosi verso la residenza sanitaria assistenziale gestita dal colosso "Sereni Orizzonti", fra i principali in Italia e proprietario di decine di strutture simili, solo in Toscana a Firenze, Pelago, Settignano, Signa, Dicomano, Firenzuola (tutte nella Città metropolitana), Barga (Lucca), Aulla (Massa-Carrara), Prato e Ponte Buggianese, in provincia di Pistoia. Ad aiutarla, sul momento, un residente della zona che stava portando a spasso il suo cane, il quale l’ha subito soccorsa: «Una persona splendida», dirà poi la donna alle forze dell’ordine.
I soccorsi
Nella rsa è stata poi assistita dal personale infermieristico. In particolare, a darle manforte e a medicarla è stato l’ex operatore e attualmente impiegato amministrativo del centro, Simone Galoppini, entrato al lavoro da poco e quindi presente quando la cinquantaquattrenne è entrata chiedendo aiuto. «Era comprensibilmente molto scossa, l’abbiamo aiutata - le sue parole - ed è francamente la prima volta che una nostra dipendente qua fuori viene aggredita. Siamo rimasti tutti sotto choc, ora stiamo aspettando che ci faccia sapere come sta».
Sul momento la signora ha preferito non farsi trasferire in ospedale con l’ambulanza. Le sue condizioni, per fortuna, non sono mai state ritenute gravi, anche se chiaramente dopo qualche decina di minuti, complice lo scarico dell’adrenalina e i dolori sempre più lancinanti non solo alla mano destra, ma anche sulle ginocchia e in corrispondenza dei gomiti, si è fatta accompagnare al pronto soccorso dal cognato per essere medicata e refertata con più calma. Il suo è, di fatto, un incidente sul lavoro in itinere, visto che stava percorrendo la strada abituale da casa per entrare al lavoro.
Più controlli
Nonostante sia la prima volta che una dipendente della struttura venga aggredita, dalla residenza assistenziale non mancano le preoccupazioni per ciò che accade nelle vicinanze. La cinquantaquattrenne, che stava arrivando a piedi dal quartiere delle Sorgenti, dove abita, non aveva mai percepito problemi di sicurezza nei dintorni della rsa gestita dal colosso del Nord Italia "Sereni Orizzonti". Ma altre persone sì. «Davanti a noi problemi non ce ne sono - rimarca Galoppini - ma dietro, effettivamente, non è proprio una zona residenziale e qualche preoccupazione passandoci da soli può sorgere».
Le indagini
Per ascoltare la vittima, nella struttura di viale del Risorgimento, sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, comandata dalla capitana Federica Burzio. I militari hanno cercato di ricostruire quanto accaduto, inizialmente attraverso la testimonianza dell’addetta all’igiene ambientale della rsa. Da capire se all’incrocio fra viale del Risorgimento e via Don Bosco, proprio davanti alla parrocchia del Sacro Cuore, ci siano telecamere pubbliche o private che potrebbero aver ripreso l’accaduto. Potrebbero, tuttavia, essere sufficienti anche quelle nelle vicinanze, a condizione che abbiano inquadrato a quell’ora il numero di targa della Panda bianca in fuga guidata dal malvivente.
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