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«Compagni, si torna a sinistra», a Prato il caso Bugetti ormai è storia

di Alessandro Formichella

	L'assemblea del Partito democratico al circolo Arci Cherubini di Grignano
L'assemblea del Partito democratico al circolo Arci Cherubini di Grignano

All’assemblea di Grignano il Partito democratico ha provato a rimettere insieme i cocci

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PRATO. Compagni, si torna a sinistra! L’ultimo spiraglio di vita degli ex renziani pratesi è finito ieri, al circolo arci Cherubini a Grignano nell’assemblea pubblica del Pd pratese. Perché il documento finale del programma “Ri-Generazione Pd”, votato all’unanimità da un pubblico delle grandi occasioni , al di là dell’enfasi sui temi internazionali e nazionali, su una questione ha messo la pietra: la multiutility toscana sui servizi pubblici dovrà essere interamente pubblica. Niente Borsa, niente bond, niente privati. E quest’ultimo punto sembra più dirimente di tante altre questioni. Ma andiamo per ordine; è dopo le 15 di ieri che il segretario dimissionario provinciale dei Dem Marco Biagioni apre i lavori. Vicino a lui siede Enrico Giardi, ex assessore della giunta Romagnoli, e uomo che voci di corridoio danno per papabile come reggente del Pd fino alle elezioni della prossima primavera. Insieme al nome di Giardi sembra correre anche quello di Giosuè Prestanti, trentenne, fratello del sindaco di Carmignano, area Schlein ma con picchi critici sull’operato del segretario Biagioni. Una cosa è chiara; in piena sintonia con la migliore scuola politica “leninista” o “andreottiana”, ieri si è parlato di tutto fuorché della caduta della ex sindaca Ilaria Bugetti in seguito all’avviso di garanzia del giugno scorso. Un’abilità non indifferente. Storia da archiviare, bypassando del tutto il momento più critico nella storia del Democratici a Prato. Alla fine dell’assemblea, Marco Biagioni pare tirare un sospiro di sollievo e la comunicazione non verbale vale più di ogni altra parola. Il dado è tratto. Il Pd è stato rincollato, i pezzi rimessi in qualche modo insieme, l’orizzonte non dà più il sol dell’avvenire ma quello primaverile delle elezioni in cui il centrosinistra pratese dovrà andare a tutto gas per riconquistare il Comune. Una disfatta sarebbe letale. Per Prato ma anche per gli equilibri in Toscana. Il destino vuole che il centrodestra a Prato non vada con il vento in poppa e paia rannicchiato fra l’histoire Cocci-Belgiorno, il revenge porn e le perquisizioni comandate dalla Procura. Compagni si torna a sinistra! Marta Logli, donna, ardita e giovane nonché ex candidata alle passate elezioni regionali, dal microfono di Grignano si profonde nella critica al capitalismo moderno, ma il pubblico sembra ormai assuefatto alle parole che si rincorrono. L’onorevole Marco Furfaro, plenipotenziario in Toscana dell’area Schlein, poco dopo le 17 scende di fretta le scale del salone del circolo. Se va via prima, tutto sta filando come dovrebbe. E sarà poi così. Si archiviano mesi e mesi di battaglia carsica dei Dem e si cerca nuova energia per arrivare alle elezioni di primavera. Qualche esponente dell’area riformista fa capolino solo a conclusione dei lavori. Qualcun altro segue tutta l’assemblea, ma scuote il capo. Il dibattito si concentra su questioni programmatiche, e tocca poco i nervi scoperti di una vicenda politica che ha sconquassato la città nell’ultimo anno. La politica è anche questo; l’insieme di tante ambizioni individuali protratte in avanti che non sempre si ricordano di quello che c’è stato dietro. Il caso Bugetti sembra diventato quasi una questione personale. Il Pd riparte, riaccende i motori e infila la freccia. Compagni, si torna a sinistra!  l

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