Prato, in via Santa Margherita nuovo asfalto, ma si sono dimenticati le strisce
Segnaletica orizzontale inesistente dopo i lavori sprint di agosto che avevano tagliato in due il centro storico
PRATO. Per la fretta di terminare i lavori di asfaltura entro il 29 agosto – ovvero il rientro dei pratesi dalle ferie – in via Santa Margherita e in via San Giorgio, pieno centro storico, qualcuno si è dimenticato di disegnare le strisce, gli attraversamenti pedonali e pure i segnali di precedenza.
Il risultato è adesso una lunga striscia nera di asfalto nuovo di zecca, poroso al punto giusto come si addice alle strade più trafficate della città, ma senza le strisce al servizio dei pedoni. Poco male, perché l’asse San Giorgio-Santa Margherita, che porta in piazza Mercatale e da qui in piazza San Marco, può benissimo essere considerato come l’asse viario più importante della città e le esigenze dei pedoni, a ben vedere, in queste vie sono sempre state oggetto di dimenticanza da parte dei politici di turno.
Da qui, ogni giorno, passano infatti migliaia di automobilisti che vogliono attraversare il centro storico senza prendersi la briga di fare il Ponte Datini e viale BorgoValsugana o addirittura infilarsi nel caos della Declassata e aggirare in questo modo il centro storico. E lo stesso vale per i centinaia di autobus delle linee cittadine che ogni giorno scendono da viale Galilei oppure, montando spesso e volentieri sul marciapiede, sbucano dal budello del Canto alle Tre Gore dopo aver costeggiato piazza Duomo e attraversato piazza Lippi. Non solo. Su questo stesso asse scendono a sera anche tutti quelli che vogliono avvicinarsi il più possibile alle due strade in croce della movida notturna cittadina e parcheggiare in piazza Mercatale.
Il risultato è che San Giorgio e Santa Margherita sono le strade del centro storico dove le auto sono sempre in coda, di giorno e durante la settimana così come la sera e nel fine settimana. E non ci sono alternative. Se non esistessero o, come viene fatto in altre città dove la Storia non capitola così prepotentemente di fronte all’utilitarismo, venissero interdette al traffico, l’intera città di Prato sprofonderebbe nel caos: non solo si bloccherebbe il traffico di una città di 200mila abitanti, ma con ogni probabilità i negozi del centro sarebbero costretti a chiudere perché i clienti non saprebbero come avvicinarsi e lo stesso succederebbe ai ristoranti e ai cocktail bar che infiammano le sere pratesi. Quindi non è poi così terribile che pur di riaprirla in tempo si siano dimenticate le strisce pedonali e tutti gli altri segnali in uso a pedoni e non. Con buona pace dei suoi abitanti e di una Storia, quella di Santa Margherita, che va indietro di almeno sei secoli fino a Filippino Lippi e a quel tabernacolo che fino alla Seconda Guerra Mondiale campeggiava proprio all’angolo di piazza Mercatale e oggi è una delle punte di diamante della collezione di Palazzo Pretorio.
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