Larciano, bambina morta dopo due giorni: la causa del decesso e le parole dell’Asl – Il racconto di tre giorni choc
A Larciano si è svolto il funerale di Ludovica, al quale era presente il padre Massimo, ma non la mamma Stefania: ancora ricoverata ma in buone condizioni
LARCIANO. Tocca all’Asl Toscana Centro e all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ricostruire il dramma che sconvolge una famiglia di Larciano e l’intera Valdinievole, mentre nel pomeriggio di oggi (30 maggio) la bara bianca della piccola Ludovica ha preceduto il corteo funebre che dalle cappelle delle commiato del Soccorso Pubblico si è diretto per la sepoltura al cimitero comunale di San Rocco.
La madre ancora ricoverata
C’era il padre Massimo ma non la mamma Stefania, 39 anni, ancora ricoverata dopo il parto nel reparto di Ostetricia dell’ospedale San Giuseppe di Empoli, le sue condizioni sono giudicate buone dai sanitari che la stanno curando. Non sono ancora chiare però le cause che hanno portato al peggioramento delle condizioni sue e della neonata di nemmeno due giorni, che purtroppo è deceduta dopo il trasferimento di urgenza al Meyer.
L’infezione
Proprio l’ospedale pediatrico parla di una infezione, da valutare a che cosa dovuta e dove contratta. È certo comunque che Ludovica e Stefania non hanno mai lasciato il percorso ospedaliero, tra Empoli e Firenze.
Cosa è successo
Ludovica è nata il 27 maggio (mercoledì) a Empoli, con circa un mese di anticipo rispetto alla data prevista del parto - spiegano dall’Asl - alla nascita le sue condizioni erano buone e i parametri clinici nella norma. Per la sua prematurità, come avviene in questi casi, era stata ricoverata nel reparto di Patologia neonatale al secondo piano del San Giuseppe, per essere seguita e monitorata dai professionisti.
Poi il quadro clinico si aggrava. Vanno avanti dall’azienda sanitaria: «Nel corso della degenza, mentre si trovava ancora ricoverata, le sue condizioni hanno però subito un improvviso peggioramento. Medici e infermieri sono intervenuti tempestivamente, attivando tutti gli accertamenti e le cure necessarie, seguendo costantemente l’evoluzione del quadro clinico. Quindi nella mattina del 28 maggio (giovedì, ndr) è stato disposto il trasferimento immediato al Meyer di Firenze, struttura di riferimento per la cura dei pazienti pediatrici che necessitano di assistenza altamente specialistica», viene sottolineato.
Quindi, precisano dall’Asl Centro, «la bambina non era stata dimessa dall’ospedale e non aveva mai fatto ritorno a casa con la madre. Dal momento della nascita fino al trasferimento all'ospedale Meyer, la neonata è sempre rimasta all’interno del percorso assistenziale ospedaliero, seguita senza interruzioni dai professionisti sanitari».
Il tragico decesso
Nella nottata di giovedì è arrivato il decesso a Firenze, «nonostante le cure ricevute e l’impegno di tutte le équipe coinvolte nella sua assistenza». Dall’ospedale pediatrico Meyer spiegano che «la neonata è arrivata da noi la mattina del 28 maggio ed era già in shock settico. I medici della terapia intensiva neonatale hanno tentato tutto il possibile, ma purtroppo non c’è stato niente da fare. Sono ancora in corso approfondimenti per stabilire con esattezza la natura dell’infezione che ha colpito la piccola».
Evidenziano ancora dall’Asl: «La morte della piccola trasferita all'ospedale Meyer di Firenze ha lasciato un profondo dolore tra i professionisti dell’ospedale San Giuseppe di Empoli e ha suscitato grande commozione e sgomento anche nella comunità. La notizia della scomparsa della neonata ha colpito profondamente i professionisti che l’hanno assistita e che hanno accompagnato fin dall’inizio il percorso della madre e della figlia. Medici, infermieri e operatori dei reparti di Ostetricia e di Neonatologia, insieme all’azienda Asl Toscana Centro, esprimono la loro vicinanza ai genitori e partecipano con sincero cordoglio al loro dolore».
In Procura a Firenze, competente visto il luogo della morte della neonata, non risultano fascicoli d’indagine aperti e va da sé indagati. La vicenda al momento dunque non avrebbe rilevanza penale e nessun presunto responsabile. C’è però una famiglia sconvolta nell’estrema sofferenza, distrutta da un dolore che mai si rimarginerà. La piccola Ludovica non ha quasi fatto in tempo a nascere.
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