Prato, Biagioni sul caso Cocci: «Fanno la lezione a noi ma il problema ce l’hanno in casa»
Il segretario provinciale del Pd accusa Fratelli d’Italia di aver nascosto l’affiliazione dell’ex consigliere comunale alla massoneria
PRATO. Fanno la lezione a noi, ma il problema ce l’hanno in casa. Marco Biagioni, segretario provinciale del Partito democratico, non si è lasciato sfuggire l’occasione per polemizzare con Fratelli d’Italia a proposito del caso che riguarda l’ex consigliere comunale Tommaso Cocci, accusato di essere massone e oggetto di un ricatto a luci rosse.
"La questione sollevata oggi dalla stampa sull'affiliazione di Tommaso Cocci alla loggia massonica Sagittario, la stessa di Matteini Bresci – scrive Biagioni – impone una riflessione seria sui principi di trasparenza che devono guidare chi intende amministrare la cosa pubblica. La massoneria, come ho detto all'indomani dell'inchiesta della Procura di Firenze, è incompatibile con l'impegno politico amministrativo. Chi ricopre ruoli nelle istituzioni deve avere come unico riferimento il mandato popolare e la massima trasparenza verso i cittadini. Non possono esistere fedeltà parallele o appartenenze riservate quando si è chiamati a servire la comunità".
"Mi chiedo perché Tommaso Cocci non abbia avuto l'onestà intellettuale di dichiarare fin da subito la sua appartenenza alla loggia – aggiunge Biagioni – e perché i fratelli e le sorelle d'Italia, a cominciare dall'onorevole Chiara La Porta, se ne erano a conoscenza, abbiano taciuto e coperto questa notizia così a lungo. Dopo mesi di campagne d'odio contro il Pd, portate avanti proprio da La Porta e Cocci, adesso scopriamo che l'ex capogruppo di FdI in consiglio comunale e attuale candidato alle regionali ha ricoperto ruoli di primo piano nella loggia attenzionata dalla Procura. Lo conferma lui stesso a un giornale nazionale".
"La verità è che siamo di fronte a un partito con una doppia morale: attacca gli avversari quando il problema ce l'ha tutto in casa. Questa è la destra che intende governare Prato e la Toscana, una destra che cavalca il tema della legalità e della trasparenza solo quando fa comodo. Su tutte le altre questioni, che fino a prova contraria attengono alla sfera privata e personale di Tommaso Cocci – conclude Biagioni –non intendo dire una sola parola perché credo che si sia di fronte a un ignobile caso di ricatto e di revenge porn. Un fenomeno inaccettabile che rappresenta una forma di violenza intollerabile che deve essere punita con fermezza. Spero che le forze di polizia e la magistratura su questo facciano chiarezza, innanzitutto a tutela dello stesso Tommaso Cocci".
