Prato, cade dal tetto per sfuggire a un controllo della polizia
Un trentenne cinese finisce all’ospedale, la squadra mobile cercava il connazionale evaso dalla Questura
PRATO. Un cinese di 30 anni è caduto da un tetto, giovedì sera, e si è procurato fratture multiple alle gambe. Tentava di sfuggire a un controllo della polizia perché pensava che lo stessero cercando, quando in realtà i poliziotti della squadra mobile stavano cercando Jang Bobo, il cinese di 38 anni fuggito lo scorso 10 luglio dalla Questura dopo essere stato arrestato.
La caduta del trentenne cinese è avvenuta poco prima delle 21 in via IV Novembre, all’inizio di Chinatown. Qui era in corso un controllo da parte della polizia e il cinese ha pensato che cercassero proprio lui. Aveva i suoi motivi, perché è in Italia senza permesso di soggiorno e rischiava di finire in un Centro di permanenza per il rimpatrio. Dunque alla vista degli agenti è salito sul tetto e di lì ha cercato di saltare su un terrazzo, ma ha calcolato male le distanze ed è precipitato da un’altezza di circa tre metri, procurandosi fratture multiple. L’uomo è stato raggiunto dai poliziotti e successivamente soccorso da un’ambulanza che l’ha portato all’ospedale Santo Stefano, dove è ricoverato ma non è in pericolo di vita.
La Questura ha poi spiegato che i controlli in via IV Novembre rientrano nelle ricerche dell’evaso dalla Questura, il famoso Jang Bobo che la scorsa settimana ha beffato gli stessi uomini della squadra mobile che l’avevano arrestato, riuscendo a togliersi le manette e a scappare all’esterno dell’edificio sparendo nel nulla.
Il procuratore Luca Tescaroli ha in qualche maniera “assolto” i poliziotti ricordando che ci sono carenze di organico e anche per questo è più difficile tenere sotto controllo gli arrestati, anche quando si trovano già in Questura.
Il ministero dell’Interno, però, sembra aver preso molto sul serio quanto è accaduto a Prato, tanto da inviare nei giorni scorsi una decina di poliziotti del Servizio centrale operativo con la specifica missione di rintracciare il fuggitivo, ritenuto un elemento di spicco della criminalità cinese a Prato nel settore degli stupefacenti ma non solo. Ieri mattina in via Filzi è stato usato anche un drone per controllare dall’alto le corti interne degli stanzoni industriali.