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Prato, delicato intervento chirurgico restituisce la voce a un paziente


	I chirurghi Antonio Sarno e Stefano Cantafio che hanno eseguito l'intervento
I chirurghi Antonio Sarno e Stefano Cantafio che hanno eseguito l'intervento

Un uomo di 64 anni era affetto da un tumore all’esofago: dimesso dopo due settimane grazie all’autotrapianto

18 aprile 2024
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PRATO. Un altro intervento chirurgico con tecnica altamente delicata ed innovativa è stato eseguito in questi giorni all’ospedale di Prato in un paziente di 64 anni affetto da tumore all’esofago cervicale e ipofaringe. L’uomo è stato dimesso dopo due settimane di ricovero ed è in recupero post operatorio al proprio domicilio. Grazie alla collaborazione tra le strutture operative complesse di Otorinolangoiatria, diretta dal dottor Antonio Sarno e di Chirurgia generale, diretta dal dottor Stefano Cantafio, è stata eseguita l'asportazione del tumore, la ricostruzione esofago-faringea cervicale con un autotrapianto rivascolarizzato di ansa digiunale e, con l'ausilio di una protesi fonatoria, il paziente, dopo la dimissione, è tornato ad avere tutte le funzioni ristabilite: dalla respirazione, all’alimentazione fino al recupero della voce. 

«L’intervento – spiega il direttore del Dipartimento delle Specialistiche Chirurgiche, Stefano Michelagnoli – è molto delicato e viene eseguito in Toscana unicamente al Santo Stefano. La tecnica eseguita più volte dall'équipe combinata dei dottori Sarno e Cantafio, in Italia viene svolta estremamente di rado in soli altri tre centri. Il percorso chirurgico e assitenziale, ben strutturato, richiede un ricovero comunque breve per l'entità dell'intervento e della patologia e il paziente, che spesso viene da fuori area e fuori regione, viene dimesso già riabilitato nelle sue funzioni. La missione della struttura di Chirurgia oncologica del testa collo – evidenzia Michelagnoli – è proprio quella di garantire qualità di vita, in malattie che spesso presentano recidive e comunque un alto tasso di mortalità. L'hub, con la sua multidisciplinarità, ha il compito di offire questa qualità con le cure chirurgiche più innovative, come nei migliori centri».

Il dottor Sarno, che è cresciuto in Africa, cita a tal proposito spesso un proverbio africano: «Se vuoi arrivare primo corri da solo. Se vuoi arrivare lontano cammina insieme». Ed è proprio questa collaborazione interdisciplinare che ha permesso e continuerà a permettere ai pazienti di ricevere cure all'avanguardia e di poter vivere il più a lungo e il meglio possibile.

Aggiunge Sarno: «I tumori dell'ipofaringe ed esofago cervicale sono tumori estremamente aggressivi che si presentano in fase avanzata perché pauci-sintomatici in fase iniziale. Questi interventi vedono la collaborazione della Chirurgia Vascolare, della Chirurgia Generale, della Neurochirurgia, dell'Oculistica e della Chirurgia maxillo-facciale per risolvere le problematiche tumorali e ricostruttive dei pazienti complessi e per permettere loro una riabilitazione e una vita normale, garantendo oltre alla sopravvivenza la qualità di vita. Proprio sulla qualità di vita – continua il chirurgo – si fonda l'instaurazione dell'Hub e la collaborazione multidisciplinare al fine di permettere, nello spirito del trattamento oncologico di terzo livello, la ripresa delle funzioni del tratto testa collo e cioè: respirazione, alimentazione, fonazione, eloquio e aspetto fisico per consentire a questi pazienti il ritorno alla vita di relazione e alle funzioni sociali e lavorative, rese impossibili altrimenti dalla mutilazione del tumore».

«L'attività chirurgica dell'ospedale Santo Stefano – dice la dottoressa Maria Teresa Mechi, direttore sanitario dell’ospedale – è rilevante sia in termini di volumi che di tipologia di casistica e comprende anche interventi estremamente complessi, che richiedono elevato expertise e la capacità di integrare diverse discipline e professioni. Tutto questo consente di offrire ai pazienti le cure e le prospettive di vita migliori».

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