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Cicognini, Viola ce l'ha fatta: in coppia con l'amica al ballo di fine anno. «Sì, alla fine ne è valsa la pena»

Prato, dopo le polemiche per l’esclusione delle coppie gay dalla tradizionale festa, il mondo reale ha fatto il suo ingresso nella scuola: applausi e commozione. Le immagini


19 giugno 2022 Paolo Nencioni


PRATO. E alla fine, insomma, ne è valsa la pena? «Sì, certo». Gli occhi raggianti di Viola Righini dicono più di mille parole. Il mondo reale ha fatto ingresso ieri sera poco prima delle nove nelle paludate sale del Convitto Nazionale Cicognini. Ce l’hanno portato Viola e Adele, rompendo con la loro semplice presenza una tradizione che voleva il Ballo delle debuttanti riservato solo alle coppie etero. Ora non è più così. Hanno ballato anche loro, una coppia gay, insieme alle altre 31 composte da un ragazzo e una ragazza, i maschi in smoking regolamentare, le femmine in abito lungo grigio perla. E il Ballo delle debuttanti non si chiama nemmeno più così, ma Ballo di fine anno.



È il lieto fine di una storia iniziata poco più di un mese fa, ai primi di maggio, quando montò la polemica sull’esclusione di Viola Righini e Adele Landolfi dall’appuntamento di fine anno scolastico, quel ballo che è anche una passerella e un addio alla scuola dove si sono trascorsi cinque anni per volare verso altri lidi.

Viola e Adele si sentirono dire dalla preside, Giovanna Nunziata, che non si poteva perché c’era un regolamento, approvato non nel Medioevo ma nel 2016, che riservava la partecipazione alle coppie tradizionali, quelle composte da un uomo e una donna. Se ne sarebbe riparlato eventualmente l’anno successivo. Ma Viola e Adele ne hanno fatto una questione di principio e col sostegno dell’Arcigay (e di quel mondo reale che vive fuori dalle spesse mura del Convitto) hanno ribaltato la partita, inducendo la scuola a cambiare quel regolamento.

Eccole dunque mentre scendono la scalinata che porta al piano terra, dove fanno loro ala decine di persone accalcate ai lati del tappeto rosso. Alla festa del Convitto ieri sera c’erano 450 invitati, in maggioranza familiari degli studenti, ma inevitabilmente i fari dell’attenzione erano puntati su loro due, Viola e Adele. E l’applauso è stato un po’ più forte quando dalle scale è scesa la coppia 17, prima del trasferimento nel grande refettorio dove c’è stato il ballo vero e proprio.

Loro sembrano aver retto molto bene il peso della pressione. Lievemente impacciate come tutti gli altri, un filo di nervosismo prima della passerella, due parole sul prossimo futuro («Penso di iscrivermi a Scienze o a Geologica» dice Viola in attesa del ballo).

Ora anche la preside, che ci tiene a essere chiamata “il rettore”, sembra definitivamente conquistata alla causa. «Sono orgogliosa – dice – di aver fatto da apripista a questa nuova modalità del ballo. Siamo una scuola inclusiva e senza pregiudizi». Se sono frasi di circostanza lo può sapere solo lei. Intanto stasera conta la forma, che spesso è anche sostanza, e la sostanza è che Viola e Adele questo ballo l’hanno fatto. Altre o altri come loro lo potranno fare l’anno prossimo, se vorranno.

«Sono felice di rivivere queste emozioni dopo due anni pandemia – ha detto la preside ai genitori dei ragazzi prima del ballo nel refettorio – Non dimenticate che i vostri figli hanno un doppio impegno, sono a tre passi dalla maturità». E un esame di maturità civile lo ha superato anche il Convitto, che nonostante quel sorprendente sondaggio in base al quale una risicata maggioranza degli studenti si è detta contraria alla modifica del regolamento del ballo, ha tirato dritto e quel regolamento l’ha cambiato. Del resto sarebbe stato forse più complicato non cambiarlo, dopo che era intervenuto anche il Ministero a tirare le orecchie al consiglio di amministrazione.

Ma il mondo reale, fuori, non è fatto soltanto di paladini dei diritti civili. Quando gli invitati sono usciti in piazza del Collegio per tornare alle proprie auto e alle proprie case dopo la cena di gala hanno trovato uno striscione affisso dal circolo Etruria 14 e dal Movimento nazionale La rete dei patrioti con la scritta “Non cancellerete mai la tradizione cristiana”, che lascia intendere una certa confusione sul concetto di cristianesimo.

 

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