«La multiutility opportunità per la crescita»
PRATO. La centralità di Prato per la nascita di una multiutility della Toscana e le opportunità per le imprese del territorio nelle future aggregazioni. Questo il tema al centro del dibattito del penultimo incontro della stagione per Pratofutura. L’associazione di via Santa Chiara si è interrogata sui possibili vantaggi per Prato in questi processi partendo da alcune considerazioni: «La multiutility è la risposta strategica all’evoluzione del contesto competitivo, in certi settori spinge verso l’aggregazione e l’innovazione, in altri no – ha sottolineato la presidente Silvia Bocci – ed interessante è capire quanto un modello di questo tipo, seppur osservato nell’ambito dei servizi pubblici, possa contaminare e creare nuove opportunità per le imprese del territorio. E’ essenziale che i frutti di queste operazioni siano reinvestiti nei territori che li hanno generati, stimolando sintesi creativa tra identità aziendale e strategia. Per questo rivolgiamo un appello ad amministratori pubblici e mondo della politica».
Tra gli ospiti il presidente di Consiag, Nicola Perini, ha ricordato che: «Le sfide sono molte. Su tutte la valorizzazione di Estra come l’embrione della multiutility della Toscana, ma anche la sfida dell’acqua con la volontà dei Comuni di far tornare pubblico il servizio proprio per creare le condizioni di lasciare su questo territorio tutte le risorse in capitale umano e finanziario che il servizio produce. E poi la grande sfida dei rifiuti, dove l’autonomia è necessaria, visto l’aumento dei costi di smaltimento. Per questo abbiamo la necessità di trovare interlocutori adeguati, perciò è fondamentale un richiamo forte al Comune di Firenze e alla Regione Toscana».
Da parte sua Paolo Abati, direttore generale di Estra, ha affermato: «In Toscana i pochi servizi che si sono aggregati e hanno assunto una forma di gestione industriale mostrano ottimi risultati. Questo ha una ricaduta positiva sui territori anche come valore economico. Lo si comprende bene, ad esempio, leggendo il nostro bilancio di sostenibilità. Se si lavora bene questi risultati possono essere ottimizzati e ulteriormente incrementati».
Simone Barni, vicepresidente Publiacqua, ha detto: “Dobbiamo riportare il potere decisionale dei servizi nella nostra regione e pertanto si riportino anche i benefici degli investimenti e le ricadute occupazionali ed economiche che un gestore, come ad esempio Publiacqua, che in vent’anni ha investito oltre un miliardo di euro in lavori, può avere». —
