Casa da abbattere a Ponsacco, niente sgombero: se ne parlerà al Tar il 29 luglio
Il termine imposto dal Comune per liberare l’immobile scadeva il 5 luglio. L’avvocato Giuseppe Toscano: «Uno dei quattro ricorsi presentati è per far fare la stima dell’abitazione prima della demolizione»
PONSACCO. Sorpresa. Quando ormai tutto faceva immaginare che il 5 luglio sarebbe scattato il termine per rispettare l’ordine di sgombero della casa della famiglia Cerretini lungo via delle Colline per Legoli, tra i Comuni di Ponsacco e Pontedera, ritenuta dal Consiglio di Stato troppo vicina alla vegetazione di villa Riccardi Toscanelli, tanto da emettere la sentenza di abbattimento, il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha spostato il termine almeno fino al 29 luglio. Si è trattato di una decisione presa dal presidente della terza sezione del Tar, Roberto Maria Bucchi. Fra 26 giorni, l’eventuale sospensiva sarà valutata collegialmente.
I ricorsi
Il tutto dopo che il rappresentante dei proprietari dell’immobile, l’avvocato Giuseppe Toscano, ha presentato quattro ricorsi nelle ultime settimane. «Due sono contro le sentenze emesse dal Consiglio di Stato ad aprile – spiega il legale – in cui si chiede la revoca sostenendo che si doveva lasciare la possibilità al Comune di Ponsacco di determinare o meno sulla richiesta di sanatoria presentata dai miei assistiti. Il terzo atto è un accertamento tecnico preventivo con l’obiettivo di far nominare al giudice un Ctu, un consulente tecnico d’ufficio, che in maniera imparziale valuti l’abitazione costruita dalla famiglia Cerretini fin quando esiste l’immobile, mentre invece sarebbe impossibile farlo dopo l’abbattimento. Questo serve a fare chiarezza sulla valutazione proposta dall’amministrazione comunale di Ponsacco e su quella fatta dai proprietari della casa. Un passaggio fondamentale per l’eventuale risarcimento».
Il quarto ricorso proposto da Toscano, invece, riguarda lo sgombero ordinato dal Comune guidato dal sindaco Gabriele Gasperini. «Non perché ritengo illegittimo l’atto dell’amministrazione comunale – spiega ancora l’avvocato –. Se non avessero seguito la strada tracciata dal Consiglio di Stato sarebbero stati inadempienti nei confronti della legge. Non potevano fare altro. Ma volevo spostare il termine per lo sgombero e, quindi, la demolizione, proprio per dare modo al perito di effettuare la stima dell’immobile con tutto ciò che è presente all’interno. Ho chiesto la pronuncia d’urgenza al presidente della terza sezione del Tar per mancanza di date utili per le udienze entro il 5 luglio, giorno in cui scade l’ordinanza del Comune. Evidentemente le mie intenzioni sono state giudicate fondate, tanto che la vicenda verrà discussa a fine mese».
Il contenzioso
Un altro passaggio nelle aule di tribunale per una storia cominciata anni fa e non ancora conclusa. Il contenzioso fra la famiglia Cerretini e Fattorie Toscane, l’azienda agricola proprietaria della storica villa e riconducibile alla famiglia di Gianni Pesce sembra destinato a proseguire, anche in virtù del fatto che chi ha costruito l’abitazione ha già detto di voler proseguire le vie legali coinvolgendo anche le istituzioni europee. Il tutto con le sentenze del Consiglio di Stato che non lascerebbero troppi dubbi sull’esito: quella casa è troppo vicina alla vegetazione e, per motivi di sicurezza va prima sgomberata e poi demolita. Un finale che, però, aprirebbe una seconda fase di braccio di ferro. Questa volta tra i proprietari e il Comune di Ponsacco per la partita dei risarcimenti. Da un lato la valutazione dell’amministrazione, risalente al 2023, e quantificata in 300mila euro. Dall’altra la stima dei Cerretini che parla di una cifra superiore al milione di euro.
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