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Ponsacco, la villetta della famiglia Cerretini sarà demolita: cosa dice l’ultima sentenza di una storia che dura dal 2015

di Redazione Pontedera

	La villetta che sarà demolita 
La villetta che sarà demolita 

Il Consiglio di Stato ha respinto l’ultimo ricorso dei proprietari e ha confermato la validità dell’ordine di abbattimento, chiudendo una lunga disputa urbanistica iniziata con il Papmaa presentato oltre dieci anni fa

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PONSACCO. Si chiude dopo quasi dieci anni il processo amministrativo promosso dalla società Fattorie Toscane Società Agricola sas di Nadia Negro & C. , assistita dall’avvocato Giorgia Baldan del foro di Padova, per ottenere l’annullamento dei titoli edilizi rilasciati dal Comune di Ponsacco ai Cerretini, a seguito dei quali questi ultimi hanno realizzato un immobile a uso abitativo che già nel 2020 il Consiglio di Stato aveva dichiarato abusivo e da demolire, in quanto realizzato in fascia di inedificabilità assoluta (50 metri dal bosco) 

Le due sentenze del Consiglio di Stato

Con due sentenze pubblicate mercoledì 28 aprile il Consiglio di Stato ha da un lato respinto l’appello proposto dai Cerretini contro la sentenza del Tribunale amministrativo della Toscana n. 332/2023 che aveva confermato la legittimità dell’ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Ponsacco e dall’altro lato ha accolto l’appello promosso da Fattorie Toscane contro la sentenza del Tar Toscana dell’anno successivo, la n. 914/2024, che sembrava aprire la strada a una possibile sanatoria dell’immobile.

La statuizione definitiva sulla sanatoria

Il Consiglio di Stato ha invece statuito in via definitiva e non più discutibile che «un eventuale provvedimento di sanatoria sarebbe nullo per elusione del giudicato». Il Comune di Ponsacco, che finora ha atteso, a questo punto è obbligato alla demolizione a spese dell’autore dell’abuso ai sensi dell’articolo 31, comma 5, del testo unico dell’edilizia.

L’origine della battaglia giudiziaria

La battaglia giudiziaria è iniziata all’apertura del cantiere per la costruzione della palazzina vicino alla storica villa Toscanelli, in Val di Cava, al confine tra Pontedera e Ponsacco.

Il Papmaa presentato nel 2015

Nel giugno 2015 Paolo Cerretini, in qualità di titolare dell’azienda agricola “Podere Orto Primo”, presentava istanza per l’attuazione di un Programma Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale (Papmaa) ai sensi della legge regionale toscana n. 65/2014 presso i comuni di Ponsacco e Pontedera. Il programma prevedeva la demolizione di alcuni edifici fatiscenti siti in Pontedera ed il recupero delle relative volumetrie per la realizzazione di un’unità a destinazione residenziale nel Comune di Ponsacco.

Le contestazioni della proprietà della villa

La proprietà della Villa ha sempre fatto che presente al Comune di Ponsacco e agli enti che hanno consentito il rilascio dei permessi a costruire che quei titoli potevano essere impugnati, richiedendo più volte dei carabinieri. I Cerretini, proprietari del terreno confinante con villa Toscanelli, la pensano in maniera opposta e hanno deciso di percorrere tutte le strade possibili per evitare la demolizione dell’immobile.

L’ordine di demolizione congelato

Sulla palazzina, nel frattempo costruita, pende ormai da diverso tempo un ordine di demolizione firmato dal sindaco di Ponsacco che, sempre per alterne “letture giudiziarie” della vicenda, con sentenze che si contraddicono l’una con l’altra, è stato congelato.

La condanna alle spese

I Cerretini sono stati condannati al pagamento delle spese di giudizio e ha ordinato che la sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

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