Pontedera, muore sotto gli occhi della padrona dopo la passeggiata: Tufo è stato avvelenato in città – «Attenzione a queste zone»
La famiglia denuncia un possibile avvelenamento lungo il percorso abituale del lagotto e scatta l’allerta tra i proprietari di animali: controlli in corso nelle aree verdi e appelli alla massima prudenza
PONTEDERA. Si chiamava Tufo, era un lagotto adorabile e aveva tre anni. Tufo è morto avvelenato, all’indomani di una passeggiata in città durante la quale ha ingerito sostanze nocive, molto probabilmente piazzate di proposito. Se si sia trattato di polpette avvelenate, liquidi tossici o qualcos’altro, al momento non è chiaro, ma stando ai sintomi presentati dal cane e a quanto accertato dal veterinario è chiaro che a portare alla morte l’animale sia stato un avvelenamento. Una tragedia per la padrona Elisa Battaglini e per tutta la sua famiglia, di cui Tufo era diventato ormai a tutti gli effetti un membro speciale e coccolatissimo.
L’allarme lanciato sui social
A diffondere la triste notizia, nella mattina di giovedì 7 maggio, sono state le sorelle di Elisa. Lo hanno fatto per mettere in guardia tutti coloro che hanno amici a quattro zampe e che magari abitano o passano spesso dalla zona in cui Tufo si è imbattuto nella trappola letale. Che è anche quella dove la padrona lo portava sempre: tra il parco Bella di Mai, il lungo fiume e i dintorni di piazza Berlinguer.
L’avvertimento ai proprietari di cani
«Volevo avvisare tutti i proprietari di cani che nella zona del centro di Pontedera, Bella di Mai, argine, il piazzale del parcheggio e isolati vicini, è stato sparso del veleno. Purtroppo il cane di mia sorella è morto avvelenato dopo essere stato in quell’area, grazie a essere schifosi – l’avvertimento partito da Sara Battaglini, sorella di Elisa, e fatto circolare sui social fin dalla mattina di giovedì 7 maggio, incontrando l’indignazione di sempre più residenti e cittadini – Vi prego di prestare la massima attenzione, tenere i cani al guinzaglio corto e, se possibile, evitare del tutto la zona per il momento. Se vedete bocconi sospetti, segnalateli. Fate girare il più possibile per evitare altre tragedie».
I sintomi e la corsa dal veterinario
Sara spiega che Tufo non si è sentito male la sera stessa, ma il giorno dopo. «Lì per lì non aveva nulla. Il pomeriggio del giorno dopo mia sorella lo ha trovato in un bagno di saliva, con la lingua nera e le pupille dilatate, che sono i sintomi dell’avvelenamento – dice – Lo ha portato di corsa dal veterinario, che ha confermato. Potrebbe essere stato un veleno a rilascio lento, di quelli che distruggono piano piano l’organismo dall’interno».
Il dolore della famiglia e la denuncia
Purtroppo per Tufo non c’era più niente da fare, se non riportarlo a casa per lasciarlo andare circondato dall’affetto di tutta la famiglia. «Siamo tristi ma anche arrabbiate. Cose di questo tipo non devono succedere. Dove li dobbiamo portare i cani?» si chiede Sara. La famiglia di Tufo si è attivata per denunciare il reato alle forze dell’ordine, mentre l’amministrazione comunale ha provveduto a disporre dei controlli mirati.
I controlli del Comune
Della vicenda si è interessato l’assessore all’ambiente Alessandro Puccinelli. «Appena appresa la notizia, insieme agli uffici abbiamo chiesto alla polizia municipale di effettuare un sopralluogo nella zona indicata per cercare polpette avvelenate o tracce di sostanze tossiche e in caso positivo procedere con una bonifica» spiega l’assessore.
Le verifiche nell’area
Le verifiche si sono intanto concentrate sul giardino Bella di Mai, ma non sarebbero emerse scoperte rilevanti. Tufo, in ogni caso, potrebbe aver ingerito del veleno in un altro punto del tragitto. È per questo che anche Puccinelli raccomanda di «tenere i cani al guinzaglio».
La condanna del gesto
«Se qualcuno lo ha fatto di proposito è un gesto abominevole, incomprensibile e inaccettabile» aggiunge. A intervenire è anche Rossella Prosperi, sia come consigliera comunale con delega alla tutela e al benessere degli animali, che come fondatrice del Parco Canile La Valle Incantata.
L’appello alla comunità
«Quanto accaduto ci lascia sgomenti e profondamente addolorati. La morte di un cane a causa di bocconi o polpette avvelenate è un gesto di una gravità enorme, che colpisce non solo gli animali, ma l’intera comunità – le sue parole – Dietro ogni animale ci sono famiglie, affetti spezzati da un atto crudele e inaccettabile. Sento il dovere di esprimere la mia vicinanza ai proprietari e di lanciare un appello a tutti i cittadini: prestiamo la massima attenzione e segnaliamo immediatamente qualsiasi situazione sospetta alle autorità competenti. Chi compie questi gesti deve sapere che non si tratta di “bravate”, ma di veri e propri reati. Serve collaborazione, senso civico e una forte presa di posizione da parte di tutta la città, perché il rispetto per gli animali è indice del livello di civiltà di una comunità. Pontedera non può e non deve chiudere gli occhi davanti a episodi simili».
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