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Elezioni in Toscana 24 e 25 maggio: chi vince ad Arezzo, Prato e Pistoia? Il sondaggio – Tutte le percentuali

di Libero Red Dolce

	Si vota il 24 e 25 maggio
Si vota il 24 e 25 maggio

Le rilevazioni di Emg Different mostrano scenari molto diversi nei tre capoluoghi: distacchi netti, sfide sul filo e un possibile ballottaggio decisivo, con affluenze in calo e coalizioni alla prova della tenuta

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L’effetto Biffoni a Prato c’è e si sente, quello di Capecchi potrebbe non bastare al centrosinistra per vincere al primo turno a Pistoia, mentre il civico Donati azzoppa il campo largo guidato da Ceccarelli e fa ben sperare Comanducci e il centrodestra per la conquista di Arezzo. Questa la sintesi estrema che emerge dai sondaggi realizzati da Emg Different per Toscana Tv nei tre capoluoghi di provincia chiamati al voto il 24 e il 25 maggio. Se le urne restituissero fedelmente la fotografia emersa dal rilevamento effettuato tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, il centrosinistra conquisterebbe Prato al primo turno, con un comodo 53,5% per la coalizione, strapperebbe Pistoia alla destra, seppur di un soffio, con il 50% accreditato a Giovanni Capecchi, mentre i cittadini di Arezzo sarebbero chiamati al ballottaggio, con il centrodestra avanti di tre punti percentuali (43%) sugli avversari.

Il quadro complessivo

Sarebbe un due a uno per il centrosinistra, capace di riconquistare Pistoia dopo il quasi doppio mandato di Alessandro Tomasi, ma incapace di far girare il vento ad Arezzo per la terza volta consecutiva se al ballotaggio non si trovasse l’intesa coi civici di Donati.

Qui Prato

A Prato dunque il centrosinistra sembra avviato verso una riconferma già al primo turno. Nella città commissariata dopo le dimissioni dell’ex sindaca Pd Ilaria Bugetti, coinvolta in un’inchiesta giudiziaria per corruzione, l’uomo che fa la differenza è sempre e ancora Matteo Biffoni. Il mantra, non troppo sussurrato tra i maggiorenti della coalizione progressista, d’altronde è sempre stato: “Se si candida lui non c’è partita, altrimenti…”. Matteo Biffoni viene accreditato del 53% dei consensi, una soglia che gli consentirebbe di evitare il ballottaggio e conquistare il palazzo comunale per la terza volta (ma guai a parlargli di “Biffoni ter”). Più staccato Gianluca Banchelli, candidato con qualche riluttanza e confusione dal centrodestra, fermo al 38,5%, mentre gli altri candidati non vanno oltre il 2,5%. Il dato politico più significativo è la solidità della coalizione progressista. Le liste collegate a Biffoni, come detto, raggiungerebbero il 53,5%, con il Partito democratico nel ruolo trainante al 35%, molto sopra Fratelli d’Italia che si ferma al 27, 5%. Resta però il tema della partecipazione. L’affluenza stimata è del 60%, quattro punti sotto il 64% registrato alle ultime comunali del 2024. Un calo che conferma una tendenza diffusa anche negli altri capoluoghi toscani e che potrebbe incidere soprattutto sulla capacità delle opposizioni di allargare il consenso oltre il proprio elettorato tradizionale.

Qui Pistoia

La partita più interessante sembra quella di Pistoia. Dopo la grande partecipazione alle primarie che hanno visto sfidarsi Capecchi e Stefania Nesi - vicesindaca in pectore in caso di vittoria - il carburante immesso nella macchina del campo largo in quell’occasione appare appena sufficiente per tagliare il traguardo del primo turno. Giovanni Capecchi, sostenuto da centrosinistra, Movimento 5 Stelle e liste civiche, è dato esattamente al 50%, cioè sulla soglia minima necessaria per evitare il ballottaggio. Anna Maria Celesti, candidata del centrodestra, segue al 44,5%, mentre Fabrizio Mancinelli, con la lista Pistoia Rossa, si attesta al 5,5%. Il dato delle liste conferma un equilibrio competitivo. La coalizione di Capecchi arriva al 50,5%, con il Partito democratico primo partito al 27%, mentre il centrodestra si ferma al 44,5%, trainato da Fratelli d’Italia al 26,5%. Il distacco esiste, ma non appare sufficiente a chiudere definitivamente la partita, soprattutto considerando il margine statistico della rilevazione. A Pistoia pesa anche il possibile astensionismo. L’affluenza prevista è infatti la più bassa tra le tre città analizzate: 52%, contro il 55% delle precedenti comunali. In un contesto così equilibrato, pochi punti di partecipazione in più o in meno potrebbero determinare il passaggio dal successo al primo turno a un ballottaggio che riaprirebbe completamente i giochi.

Qui Arezzo

Ad Arezzo il quadro resta apertissimo e il rischio ballottaggio appare concreto. Marcello Comanducci, candidato del centrodestra sostenuto anche dalla lista Fare, è in vantaggio con il 43% delle intenzioni di voto, ma l’ex assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, sostenuto dal centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, lo segue da vicino al 40,5%. In mezzo c’è Marco Donati, candidato civico che aspirava a guidare la coalizione progressista, che si attesta al 13% e potrebbe diventare decisivo in un eventuale secondo turno. Il centrodestra arriva complessivamente al 44%, trainato soprattutto da Fratelli d’Italia al 27%, mentre il centrosinistra tocca il 40% grazie al Partito democratico, che da solo vale il 26%. Donati, invece, costruisce il suo consenso attorno a un’area civica e moderata che supera il 13%, dimostrando di intercettare un elettorato non riconducibile ai due poli tradizionali. Anche l’affluenza potrebbe incidere sugli equilibri finali. Emg stima una partecipazione intorno al 62%, in calo rispetto al 67% delle comunali del 2020. Un dato che suggerisce una campagna elettorale ancora poco mobilitante e che potrebbe favorire gli schieramenti con un elettorato più fidelizzato.

Nota tecnica sul sondaggio

Un dato tecnico, in conclusione. Le rilevazioni sono state effettuate tra il 27 aprile e il 5 maggio su campioni rappresentativi della popolazione maggiorenne, con 800 interviste per ciascun comune e margini d’errore compresi tra il 3,5% e il 4,4%.

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