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Colonscopia indolore, ci pensa il “bruco”: cos’è, come funziona e dove si trova in Toscana

di Paola Silvi
Lo strumento, oltre ad essere indolore è anche sicuro, ed evita possibili rischi di infezione
Lo strumento, oltre ad essere indolore è anche sicuro, ed evita possibili rischi di infezione

Lo strumento «rivoluzionario» al poliambulatorio San Giuseppe. Esami senza anestesia, si controlla attraverso l’uso di uno joystick

16 maggio 2024
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PONTEDERA. È indolore e sicuro. Evita complicazioni, rischi di perforazione o di infezione e si controlla tramite un joystick. Sono queste le caratteristiche e i vantaggi del “bruco robotico” per la colonscopia, sviluppato da Endotics, azienda spin-off della Scuola Sant’Anna e presentato al poliambulatorio San Giuseppe della Misericordia di Pontedera che, nel settore privato, sarà l’unico centro in Valdera, in provincia di Pisa ma anche in Versilia, a esserne dotato. Fino ad ora questa tecnologia in zona era disponibile solo nell’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Da ieri, invece, Pontedera sarà punto di riferimento anche per questo settore. Perché il robot permetterà di eseguire l’esame, utile per prevenire patologie gravi come il tumore del colon retto, in maniera soft e senza necessità di sedare il paziente.
Com’è fatto
Proprio come l’insetto cui somiglia, il tubo procede grazie a un meccanismo di “tira e molla”, mediante un sistema di ancoraggio messo vicino alla sua testa e alla sua coda, con la capacità di allungare ed accorciare la parte centrale e di girare la parte alta a 360 gradi. Ulteriore vantaggio è l’essere monouso. In tal modo si elimina la possibilità di contaminazione, legata all’utilizzo degli strumenti tradizionali. «L’esame endoscopico del colon – spiega Vincenzo Rizzo, amministratore delegato di Gaia Salute che gestisce il poliambulatorio – è in molti casi il modo migliore per poter accertare le condizioni reali dell’organo potendo individuare precocemente neoformazioni come polipi che negli anni possono degenerare. Fino a poco tempo fa l’esame endoscopico del colon poteva essere effettuato con un’unica tecnica che però comporta non solo una sintomatologia spesso dolorosa ma anche pericoli potenzialmente seri, necessitando poi, di una lunga preparazione. Senza dimenticare l’ipotesi di non riuscire a visualizzare completamente il colon». In aiuto arriva allora al San Giuseppe il bruco robotico.
La spiegazione
«Siamo il quinto centro privato in Italia – aggiunge Rizzo – che si è dotato di questo strumento rivoluzionario. Il nostro polo sta cambiando pelle scommettendo soprattutto sulla prevenzione. Queste attività con una tecnologia molto innovativa rispondono ai bisogni del territorio e la dinamica che si instaura nei centri privati ci consente di poterlo proporre». Con un investimento di oltre 30mila euro e un costo della prestazione al di sotto dei mille, a Pontedera il piccolo robot sarà da subito in funzione. Con tanto di ringraziamenti del sindaco Matteo Franconi, all’inaugurazione insieme al governatore della Misericordia Matteo Leggerini, che definisce il nuovo modus operandi come «un’opportunità per la salute di tutti i cittadini». I benefici sono numerosi. «Intanto – spiega Giuliano Gorini, amministratore di Endotics – riduce i rischi e non provoca dolore. L’esame può essere svolto senza l’anestesia e grazie alla morbidezza dello strumento la procedura può essere completata anche nei casi con anatomia complessa. Insomma, in pochi minuti di seduta si concentrano quindici anni di ricerca». Ma al San Giuseppe non solo si investe sulla prevenzione di patologie croniche, comprese quelle intestinali, ma si approfondiscono anche tanti altri progetti a sostegno delle persone, in particolare degli over 50. «Il nostro intento – aggiunge la dottoressa Gabriella Giuliano, della direzione sanitaria – è quello di offrire prestazioni che vadano ad integrare i servizi della sanità pubblica e abbiamo scelto di avviare diversi percorsi: da quello di contrasto alla demenza senile, con azioni neurologiche, motorie e ludico-ricreative al supporto ai soggetti che ne sostengono invece il carico assistenziale».

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