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Santa Maria a Monte, a rischio la storica sagra della patata fritta

di Nilo Di Modica
Santa Maria a Monte, a rischio la storica sagra della patata fritta

Consiglio dimissionario da tempo ma nessuno per ora si è fatto avanti per raccogliere il testimone. «Avevamo l’obiettivo di far rinascere la manifestazione dopo il Covid. Ora è giusto dare spazio ad altri»

29 gennaio 2024
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SANTA MARIA A MONTE. «Avevo e avevamo un obbiettivo, che abbiamo raggiunto. Adesso è il momento che qualcuno prenda il testimone». Parla con la consapevolezza di chi ha fatto tutto quello che poteva Carlo Sarperi, “factotum” e anima della sagra della patata fritta. Manifestazione storica che proprio lui, con i suoi collaboratori e con tutto il gruppo di volontari all’interno dell’antico Comitato Fiera dell’Assunta, ha portato fuori dalle secche del Covid e fatto rinascere come non mai l’estate scorsa, nell’edizione più importante, la numero 50.

«Adesso però è venuto il momento di cedere il passo – dice –. Non perché sia successo qualcosa in particolare. Non ci sono motivi nascosti o rancori di nessun tipo. Semplicemente, come già avevo comunicato ai membri del comitato, volevo arrivare a questo punto. Dimostrare che un gruppo affiatato, con duro lavoro, può far vivere una manifestazione storica come la nostra Sagra». Dimostrazione che in realtà è stata data a tutti: al paese, all’amministrazione comunale, al mondo delle associazioni e a quello largo del comune «perché non si deve per forza essere del centro storico per appassionarsi a questa storia» ripete l’ormai ex presidente.

La prova sono le foto di quest’estate, come lo sono quelle degli ultimi anni prima della “crisi” Covid: superare lo spopolamento, la tendenza delle persone a starsene a casa, l’apatia o il disinteresse delle nuove generazioni è possibile. Come diceva il dottor “Frankenstin” nel celebre film di Mel Brooks: «Si può fare». Ma servono impegno e soprattutto volontà. E all’ombra di tutte queste riflessioni, anche se nessuno lo nomina, il pericolo di veder perdere un patrimonio che per più di mezzo secolo ha forgiato la memoria di una comunità.

Il rischio di non avere più la Sagra, pure impalpabile, è reale. E non si può certo dare la colpa a chi, come i dimissionari, l’ha fatta rivivere. «Questo non è un appello. Di appelli ne abbiamo fatti tanti dall’estate a oggi. In paese tutti sanno che la dirigenza del comitato è tutta dimissionaria» spiega Sarperi. Il comitato le sue mosse le ha fatte. Da qualche tempo, un messaggio è stato consegnato alle pagine social, mentre una lunga lettera è stata inviata all’amministrazione comunale. «Un’avventura iniziata nel 2016 e che ci ha dato tante soddisfazioni è volta al termine – si legge nel breve comunicato –. Un grazie a tutti quelli che hanno creduto in questo magnifico progetto, un grazie speciale al Presidente, a tutti i consiglieri e i volontari che hanno reso possibile la realizzazione della sagra in questi ultimi anni. Ci auguriamo fortemente che questo progetto possa proseguire con un nuovo Presidente ed un nuovo Consiglio, per continuare a portare cose belle e aggregative sul nostro territorio. Pronti a passare il testimone per la Sagra della Patata Fritta 2024».

La palla è in campo. Non resta che trovare i giocatori.


 

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