Il Tirreno

Pistoia

Montecatini, una retrocessione destinata a far discutere a lungo

di Roberto Grazzini
Montecatini, una retrocessione destinata a far discutere a lungo

Infortuni, sfortuna, ma anche decisioni dirigenziali non adeguate

14 maggio 2024
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MONTECATINI. Il cantiere approntato all’interno dello stadio “Mariotti” nello spazio un tempo riservato ai bagni per il pubblici, sta per diventare operativo. Fra pochi giorni inizieranno i lavori per la messa a norma della tribuna coperta e per il restyling degli spogliatoi. Aree, che in castigliano vengono dette vestuario quasi ad accrescerne un implicito senso di sacralità. È il luogo dove si chiariscono i punti di vista, le questioni personali, i dubbi e le incertezze. Donare a tali vani un nuovo look potrà, chissà, togliere quel senso di negatività che ha contraddistinto l’annata agonistica del Montecatini, culminata con la retrocessione in Promozione dopo il rocambolesco spareggio col Lanciotto.

Si potrebbe discutere all’infinito sul maledetto rigore che al 125’ ha condannato i termali alla resa. Sull’uscita, nell’occasione non perfetta, di Gega. Sul rigore fallito nel secondo tempo supplementare da Bibaj. Ma sarebbe soltanto un mero esercizio tra il dare e l’avere, fine a se stesso. Le attenuanti che Leonardo Tocchini prima e Ennio Pellegrini poi possono far valere sono i tanti gravi infortuni sull’asse mediano. Il trainer di Porcari ha difeso strenuamente e legittimamente le proprie scelte tecniche fino all’esonero, riproponendo l’assetto spregiudicato della passata stagione dei record in un torneo in cui occorreva magari maggiore consistenza e praticità tattica. Ci ha messo cuore ed anima, questo è indubbio, ma ha sentito troppo la pressione quando la situazione ha preso una brutta piega. L’esonero, a sei turni dalla fine, è stato figlio dei risultati. Se poi avesse il controllo del “vestuario” rimarrà fra quelle quattro silenti mura.

È stata una scelta tardiva o doveva in ogni caso finire la stagione? I detrattori del subentrato Ennio Pellegrini, che aveva tutto da perdere e niente da guadagnare nell’accettare il gravoso incarico, diranno che la scelta è risultata errata visto l’esito finale. Chi invece ha caldeggiato l’ingaggio del trainer livornese avrà modo di controbattere che, anche con qualche assenza in più il Montecatini sotto la gestione Pellegrini è rimasto imbattuto fino ai supplementari del playout mettendo a cassa 3 vittorie e 3 pareggi. Tuttavia il punto cruciale è un altro: il glorioso club dell’Airone a questo temuto finale di stagione non ci doveva neppure arrivare. E qui la guida tecnica c’entra relativamente, sarebbe bastato un pizzico di presunzione e di orgoglio in meno da parte della dirigenza termale per mantenere la massima categoria regionale. Errori che si pagano cari e che speriamo servano di lezione a tutti per crescere. E che Dio (o chi per Lui) salvi il Montecatini!.


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