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Pistoia

Il caso

Pistoia, ingaggiato un “cacciatore” di coccodrilli per risolvere il mistero del lago di Masiano

di Paolo Nencioni

	L’immagine del fantomatico coccodrillo consegnata a metà maggio ai carabinieri, forse un fake
L’immagine del fantomatico coccodrillo consegnata a metà maggio ai carabinieri, forse un fake

Il proprietario del laghetto ha chiesto l’intervento di un noto naturalista francese. La presenza del rettile nel lago artificiale era stata segnalata da un operaio a metà maggio

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PISTOIA. Alla storia del coccodrillo di Masiano mancava solo un Indiana Jones del Terzo millennio e ora c’è anche quello. Si chiama Olivier Behra, arriva dalla Francia, ha 63 anni e si presenta come naturalista, esploratore e uno dei massimi esperti mondiali di coccodrilli. L’ha ingaggiato il proprietario del terreno al centro del quale si trova il lago artificiale di Masiano, nella piana pistoiese, con una missione ben precisa: scoprire se davvero nelle acque dell’invaso profondo fino a 15 metri si nasconde un coccodrillo.

La segnalazione

La storia va avanti da quasi due mesi, da quando alla metà di maggio un operaio agricolo si presentò dai carabinieri dicendo di aver visto un coccodrillo affiorare dalle acque del laghetto. Alle parole accompagnò una foto che in effetti pare mostrare il muso di un grosso rettile che fa capolino sul pelo dell’acqua, una di quelle immagini che siamo abituati a vedere nei documentari naturalistici. Potrebbe essere anche un alligatore a guardarlo bene.

L’ingaggio del naturalista

Sul coccodrillo di Masiano si sono sprecate le ironie, ma sembrava una di quelle storie estive destinate a svanire ai primi freddi, pericolosamente simile a quella del mostro di Lochness. E invece evidentemente il titolare dei vivai Reali, che è anche quello più direttamente interessato essendo colui che le sponde del lago le frequenta, ha deciso di vederci chiaro e ha invitato il naturalista francese a dare un’occhiata. Se c’è davvero un coccodrillo qui, si è detto, lui certamente lo troverà.

Olivier Behra si è presentato martedì a Masiano e ha fatto costruire una speciale gabbia metallica dotata di galleggianti ora posata sulla sponda del lago. Se il coccodrillo venisse individuato si proverebbe a mettere un’esca dentro la gabbia per poi intrappolare il rettole con una chiusura a molla. Behra perlustrerà l’invaso con una piccola imbarcazione e le ricerche potrebbero andare avanti per qualche giorno.

Ad alimentare la possibilità che il coccodrillo ci sia davvero ci sono alcuni elementi. Il primo riguarda la testimonianza dell’operaio agricolo che dice di averlo visto. A maggio i carabinieri gli hanno preso il telefono cellulare e non ci hanno trovato nulla di strano, nessuna traccia di manipolazioni fotografiche (anche se l’immagine del rettile aveva lasciato qualche dubbio, soprattutto per l’attaccatura delle zampe anteriori). Chi ha fatto la segnalazione viene descritto come una persona semplice, non sembra un mitomane.

Sparite oche e tartarughe

E poi c’è il racconto di un vicino che il coccodrillo non l’ha visto, ma ha visto altri animali che ora non ci sono più. Sembra infatti che il laghetto di Masiano fosse tornato a popolarsi di oche e anatre, tanto che il proprietario faceva fatica a tenere lontani i cacciatori. Bene, quelle oche e quelle anatre ora non ci sono più. Potrebbero essere migrate, è vero, oppure potrebbero essere state mangiate. Si dice che ci fossero anche un sacco di tartarughe nel laghetto: anche quelle sono sparite. E qualcuno racconta che anche i pollai della zona sono stati “visitati” di notte con grande strepito dei pennuti: le solite volpi e faine oppure qualcosa di più minaccioso?

Ora comunque il laghetto è stato recintato e il fantomatico coccodrillo, se c’è, è ridotto agli arresti domiciliari. Non resta che aspettare l’esito delle ricerche dell’Indiana Jones francese col cappello d’ordinanza da esploratore.

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