Coccodrillo nel laghetto a Pistoia, c’è la foto ma è probabile sia un falso - Come l’abbiamo verificato
La posizione delle zampe anteriori non coincide con la realtà. L’immagine mostrata dai forestali al direttore dello Zoo di Pistoia non sarebbe stata però generata dall’AI
PISTOIA. C’è la foto, eppure proprio quella foto, anziché testimoniare la veridicità della storia dimostrerebbe l’esatto contrario (e questa volta l’intelligenza artificiale non c’entrerebbe nulla). Stiamo parlando del coccodrillo che sarebbe stato avvistato nel laghetto artificiale di Masiano.
La segnalazione di un residente
Tutto è iniziato quando un residente della frazione pistoiese si è presentato dai carabinieri, mettendo a verbale, nero su bianco, una dichiarazione all’apparenza assurda, ma che in realtà poteva avere una sua ragion d’essere e che i militari hanno giustamente preso sul serio. L’uomo ha dichiarato di aver visto un coccodrillo nel laghetto di Masiano, un invaso privato a servizio di un’azienda vivaistica del posto. A quel punto sono scattate tutte le misure previste in casi del genere (ormai non più tanto insoliti a dire il vero) con sopralluoghi sul posto, mentre attorno al laghetto è stata disposta un’ulteriore recinzione. Ma, dopo la segnalazione fatta all’inizio della scorsa settimana, oltre alla testimonianza del residente del posto non erano arrivati ulteriori avvistamenti.
Zampe in posizione innaturale
Ha però fatto capolino quella che in altri tempi avrebbe rappresentato la “prova regina”: una fotografia, che raffigura appunto un coccodrillo a pelo d’acqua nel laghetto di Masiano. Una fotografia di cui, al momento, si ignora la provenienza, e che è giunta nelle mani dei carabinieri forestali. Quella foto (la stessa pubblicata in pagina), è stata mostrata dai militari al dottor Andrea Zacchi (il veterinario dello Zoo di Pistoia) e allo stesso direttore del giardino zoologico, il dottor Paolo Cavicchio. Ebbene, magari nel laghetto c’è davvero un alligatore, ma, nel caso, difficilmente quello raffigurato è un reale coccodrillo (a meno di una mutazione genetica, ma lì si andrebbero ad aggiungere ulteriori elementi di improbabilità).
Un dettaglio in particolare non torna: pur tenendo conto di eventuali effetti ottici dovuti a giochi di rifrazione dell’acqua, le zampe anteriori dell’animale sono in una posizione innaturale. Invece di partire subito dietro la testa, come da normale anatomia di un coccodrillo, quelle due zampe sembrano partire da metà del tronco dell’animale. È lo stesso Cavicchio a confermarlo al Tirreno. Lo abbiamo contattato per chiedergli se fosse quella in nostro possesso la foto che gli avevano mostrato i forestali. «Sì, è quella la foto». E c’è qualcosa in alcune parti anatomiche che non vi convince? «Ha le zampe anteriori a metà del corpo anziché dietro la testa». Insomma, potrebbe trattarsi di una foto ritoccata, ma con metodi più “tradizionali” (come per esempio photoshop) senza ricorrere alla nuova frontiera dell’intelligenza artificiale.
Le verifiche
Sottoponendo la foto ai vari sistemi di AI, infatti, si riceve una risposta sostanzialmente simile: quell’immagine è quasi sicuramente reale e non frutto dell’intelligenza artificiale. Per Gemini, l’assistente AI di Google «non sono stati rilevati indicatori che mostrino che questa immagine è stata creata con l’intelligenza artificiale di Google. Non è tuttora possibile determinare con assoluta certezza se sia stata generata con altri strumenti di AI». Per Undetectable Ai «this image in likely real» («questa immagine è probabilmente reale») e per Copyleaks Ai «no AI detected» («Non è stata rilevata intelligenza artificiale»). E se per Gpt Zero quest’immagine è al 66% reale nel caso di Isgen AI quella probabilità sale addirittura al 100%. Insomma foto vera, ma soggetto falso.
Le tre ipotesi
Le ipotesi a questo punto sono due, anzi tre. La prima, pur non mettendo in dubbio la buona fede del primo testimone, l’uomo che si è presentato dai carabinieri, è che questi abbia visto qualcosa che poteva sembrare un coccodrillo, ma che in realtà nel laghetto non vi sia nulla. La seconda è quella dello scherzo ben organizzato, con qualcuno che potrebbe aver gettato nel lago un pupazzo o qualcosa di simile raffigurante un coccodrillo, con quell’errore anatomico, che è stato avvistato (e fotografato) prima di finire sul fondo fangoso dell’invaso.
La terza ipotesi? È quella che sì, nel laghetto ci sia davvero un coccodrillo, ma non quello della fotografia che sarebbe uno scatto frutto di qualche buontempone che si è inserito nella carica di sarcasmo che ha accompagnato la notizia dell’avvistamento. Comunque se davvero quello specchio d’acqua ospita un alligatore a oggi non risultavano ancora notizie di ulteriori avvistamenti e, nel caso, i prossimi giorni potrebbero dare una risposta, vuoi per i sistemi di rilevamento, vuoi per le temperature che si stanno innalzando e che potrebbero (sempre ammesso che ci sia) indurre l’animale a risalire verso la superficie. E se davvero si scoprisse una versione pistoiese delle Everglades a quel punto resterebbe da capire da dove potrebbe essere arrivato l’animale. Esclusa da subito l’ipotesi di una fuga dalla Zoo di Pistoia (non solo i coccodrilli sono tutti al loro posto, ma per arrivare a Masiano avrebbero avuto un bel po’ di strada da fare, compreso un attraversamento dell’A11) resta quella, non peregrina, dell’abbandono. Un animale acquistato clandestinamente quando era ancora piccolo e controllabile, e diventato ingestibile una volta cresciuto. Ma prima di capire da dove potrebbe arrivare resta da capire se c’è.
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