Il Tirreno

Pistoia

In tribunale

Anziana rapinata e violentata da un 22enne, in aula la ricostruzione choc: «Sì, è lui...»

di Paolo Nencioni
L’imputato è in carcere da quasi dieci mesi
L’imputato è in carcere da quasi dieci mesi

Pistoia, al processo sentita anche la figlia che era accorsa in aiuto della madre: tutto era partito con una scusa, una richiesta di soldi

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PISTOIA. «Sì, è lui». Non ha avuto dubbi la donna pistoiese di 75 anni comparsa ieri, giovedì 2 aprile 2026, in Tribunale come parte offesa nel processo che vede imputato un uomo di 22 anni originario del Mali che è accusato di averla rapinata e violentata il 19 giugno dell’anno scorso nella sua abitazione nella zona della Vergine.

La donna, assistita dall’avvocata Sandra Tornatore, si è trovata ieri per la prima volta faccia a faccia col suo aggressore ed è stata chiamata in primo luogo a confermare il riconoscimento che nel giugno dell’anno scorso aveva effettuato sull’album fotografico che le era stato mostrato dalla polizia, e poi a confermare il racconto che aveva fatto a caldo agli investigatori dopo essere stata accompagnata in ospedale.

Un compito doloroso ma necessario per arrivare a una sentenza di condanna. L’imputato, che è difeso dall’avvocato Tafi e dal 20 giugno è in carcere a Sollicciano, era in aula e la donna lo ha indicato come il giovane che quasi dieci mesi fa le si è avvicinato con la scusa di chiederle soldi.

Quel giorno la donna era sulla porta di casa e non ha sospettato nulla, fino a quando il giovane non l’ha minacciata con un coltello e l’ha costretta a entrare in casa. Poteva essere l’ennesima rapina, ma si è trasformata in qualcosa di molto peggio, perché in base al racconto della pensionata, corroborato dai referti del pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo, una volta entrato nell’abitazione il ventiduenne non si è limitato a rubare soldi ed effetti personali della donna, ma ha anche abusato sessualmente di lei, lasciandola in stato di choc. L’azione è stata interrotta dalla figlia della donna, accorsa dopo aver sentito le grida di aiuto della madre.

Ieri in Tribunale è stata ascoltata anche la testimonianza della figlia e quella di una vicina di casa che era arrivata subito dopo a vedere che cosa era successo. A quel punto l’aggressore era già scappato dalla finestra, ma le immagini delle telecamere della zona lo hanno tradito. È stato arrestato il giorno dopo alla stazione fiorentina di Santa Maria Novella e ora rischia una pesantissima condanna. Alla prossima udienza saranno sentiti i poliziotti che hanno condotto le indagini. 

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