Concessionarie chiuse per lutto dopo la morte di Birindelli
La salma è ancora a Medicina legale in attesa dell’eventuale autopsia. L’incidente nel terreno a San Miniato dove sarebbe sorto un agriturismo
VINCI. Concessionarie chiuse ieri, oggi (3 aprile) e domani in segno di lutto. Il ricordo degli amici e un’attesa per l’ultimo saluto che diventa snervante. La morta di Giovanni Birindelli ha creato un vuoto impossibile da colmare in amici, familiari, dipendenti. E il fatto che la salma sia ancora a Medicina legale a Pisa, senza che sia stato deciso se effettuare l’autopsia o meno, rende l’atmosfera attorno a questa scomparsa ancora più tragica. Del resto il 66enne fondatore della Gmg, uno dei nomi più conosciuti in Italia per la vendita delle auto, era una figura importante per molte persone. E l’incidente nel terreno che aveva acquistato nel comune di San Miniato per realizzare un agriturismo di lusso è stato un colpo da cui è davvero difficile rialzarsi.
«Una tragedia. Giovanni era genio e sregolatezza, anche se poi era meno sregolato di quello che sembrava, amante della vita, della compagnia, sempre positivo e sorridente, un imprenditore illuminato nel suo settore che ha saputo sempre intuire quello che sarebbe successo prima del tempo», dice Simone Campinoti, amico di famiglia ed ex consigliere comunale a Empoli.
Il mezzo che utilizzava per spostarsi nella proprietà acquistata da poco si è ribaltato e Birindelli ha ricevuto un colpo fortissimo alla testa, probabilmente urtando contro lo sterzo. In quel momento stava seguendo i lavori per la coltivazione dei terreni in un progetto su cui aveva investito tempo e denaro. «Nella sua ultima vita aveva scelto la campagna – riprende Campinoti – lasciando la gestione diretta dell’azienda a Guido, il figlio che pur giovanissimo si sta muovendo molto bene».
L’ultima sera prima dell’incidente fatale, Giovanni Birindelli era a cena in un ristorante di Vinci. Una festa privata tra amici con alcuni compleanni da festeggiare e il solito clima di felicità che lo circondava. Per tutti, la notizia della sua scomparsa, è stata un fulmine a ciel sereno. Un cazzotto nello stomaco che lascia senza fiato. «Quando mi sono arrivati i primi messaggi in cui mi dicevano che era morto, ho pensato a un pesce d’aprile. Ho scritto a Giovanni per farci due risate ma, ovviamente, non mi ha risposto. E dopo altri mille messaggi tra amici è arrivata la conferma».
Birindelli, oltre a Guido, lascia la figlia Clarissa e la sorella Rossella, anche lei imprenditrice nel settore della commercializzazione delle auto. Per la donna un lutto profondo che si aggiunge a quello vissuto più di dieci anni fa quando nel 2014 perse il marito per un aneurisma dopo un intervento, Giacomo Corsi, fratello del presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi.
