Il Livorno preme sull’acceleratore
Dura poco più di un tempo la resistenza del Prato sul terreno della capolista, che vola a +12 sulle seconde
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LIVORNO. Oltre cinquanta minuti di attacchi senza sbocchi, poi, ironia della (buona) sorte l'aiuto concreto da parte di un livornese: il terzino del Prato Davide Seminara, che nella città dei Quattro Mori vive insieme alla propria famiglia, ha segnato uno spettacolare autogol (colpo di testa e pallone finito nell'angolo alto alla destra del portiere ospite Sarr) che ha praticamente spianato la strada alla squadra di Sottil.
PARTITA COMPLICATA. Sulla carta doveva essere una passeggiata per il cingolato amaranto. Quello con il Prato era il classico testacoda: trentacinque punti di differenza e un gap tecnico acuito dalle tante assenze dei lanieri che si sono presentati all'Ardenza privi degli squalificati Orlando e Marzorati e anche dell'infortunato Ceccarelli. Alla resa dei conti senza l'autolesionismo di Seminara chissà come sarebbe finita. Sì perché l'ultima della classe, a casa dei più bravi della scuola, per almeno cinquanta minuti se l'era cavata dignitosamente.
Catalano non ha rinunciato al 4-3-3 anche se in fase di non possesso lo schema si trasformava in 5-3-2, non ha fatto le barricate. Certo. Il possesso palla è spesso stato del Livorno che è partito senza alzare il piede dall'acceleratore. Sono state almeno cinque le occasioni da rete costruite dai padroni di casa, ma sono tutte arrivate per loro merito e non causate da svarioni difensivi del Prato. Le pazienti, quasi compassate trame del Livorno hanno finito per esaltare Sarr in versione uomo ragno e capace di strozzare in gola l'urlo del gol a Maiorino in apertura, a Valiani attorno al 20' e nel finale due volte a Vantaggiato e una a Doumbia.
GHIACCIO SCIOLTO. A inizio ripresa l'azione che ha spaccato la partita. Pasticciaccio difensivo del Prato - il primo della serata - sulla corsia sinistra, palla che arriva dall'altra parte in piena area e euroautogol del livornese Seminara.
A quel punto il match è andato in discesa. Non che il Prato si sia dato per vinto. Anzi. Se c'è un merito che va ascritto alla squadra di Catalano è quello di non essersi mai arresa. Il guaio, però, è che i suoi attacchi hanno avuto l'effetto di uno stuzzicadenti contro un'armatura: poco più di niente. Così il Livorno ha amministrato senza sudare il minimo vantaggio. Non solo, come in ogni copione che si rispetti quando una big gioca in casa contro una pericolante, ha messo al sicuro il risultato in contropiede al termine di un'azione bellissima partita da un recupero difensivo di Gasbarro, passata per Maiorino e Doumbia per poi essere finalizzata dal solito Vantaggiato.
2-0, partita in ghiaccio, tappi di spumante che saltano in aria per salutare il 2017 che si chiude e via verso il 2018 con tanta fiducia e a fari spenti visto che Pisa e Siena si sono annullate nello scontro diretto consentendo agli amaranto di allungare ulteriormente su entrambe.
Fabrizio Pucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
PARTITA COMPLICATA. Sulla carta doveva essere una passeggiata per il cingolato amaranto. Quello con il Prato era il classico testacoda: trentacinque punti di differenza e un gap tecnico acuito dalle tante assenze dei lanieri che si sono presentati all'Ardenza privi degli squalificati Orlando e Marzorati e anche dell'infortunato Ceccarelli. Alla resa dei conti senza l'autolesionismo di Seminara chissà come sarebbe finita. Sì perché l'ultima della classe, a casa dei più bravi della scuola, per almeno cinquanta minuti se l'era cavata dignitosamente.
Catalano non ha rinunciato al 4-3-3 anche se in fase di non possesso lo schema si trasformava in 5-3-2, non ha fatto le barricate. Certo. Il possesso palla è spesso stato del Livorno che è partito senza alzare il piede dall'acceleratore. Sono state almeno cinque le occasioni da rete costruite dai padroni di casa, ma sono tutte arrivate per loro merito e non causate da svarioni difensivi del Prato. Le pazienti, quasi compassate trame del Livorno hanno finito per esaltare Sarr in versione uomo ragno e capace di strozzare in gola l'urlo del gol a Maiorino in apertura, a Valiani attorno al 20' e nel finale due volte a Vantaggiato e una a Doumbia.
GHIACCIO SCIOLTO. A inizio ripresa l'azione che ha spaccato la partita. Pasticciaccio difensivo del Prato - il primo della serata - sulla corsia sinistra, palla che arriva dall'altra parte in piena area e euroautogol del livornese Seminara.
A quel punto il match è andato in discesa. Non che il Prato si sia dato per vinto. Anzi. Se c'è un merito che va ascritto alla squadra di Catalano è quello di non essersi mai arresa. Il guaio, però, è che i suoi attacchi hanno avuto l'effetto di uno stuzzicadenti contro un'armatura: poco più di niente. Così il Livorno ha amministrato senza sudare il minimo vantaggio. Non solo, come in ogni copione che si rispetti quando una big gioca in casa contro una pericolante, ha messo al sicuro il risultato in contropiede al termine di un'azione bellissima partita da un recupero difensivo di Gasbarro, passata per Maiorino e Doumbia per poi essere finalizzata dal solito Vantaggiato.
2-0, partita in ghiaccio, tappi di spumante che saltano in aria per salutare il 2017 che si chiude e via verso il 2018 con tanta fiducia e a fari spenti visto che Pisa e Siena si sono annullate nello scontro diretto consentendo agli amaranto di allungare ulteriormente su entrambe.
Fabrizio Pucci
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