“Loving the Alien”, l’ultimo romanzo dello psichiatra pisano Luca Biasci
Il personaggio del romanzo viene lanciato in varie orbite concentriche e spiraliformi in una corsa rocambolesca attraverso i luoghi, le usanze e l’immensa natura selvaggia di vari stati Usa
Nel cuore dell’America del nord, in una delle più grandi riserve indiane, un uomo alle soglie dei cinquant’anni, separato, nel bel mezzo di una crisi esistenziale, si trova a doversi confrontare con un evento catastrofico: la crisi psicotica dell’unica figlia.
Parte da qui l’ultimo romanzo "Loving the Alien" (Ebs Print). L’autore è il dottor Luca Biasci, noto e apprezzato psichiatra e psicoanalista pisano. Il personaggio del romanzo viene lanciato in varie orbite concentriche e spiraliformi in una corsa rocambolesca attraverso i luoghi, le usanze e l’immensa natura selvaggia di vari stati (Oklahoma, California, Wyoming) verso un futuro ignoto, scandito dalla speranza nella guarigione della figlia. Viene costretto ad affrontare vari incontri significativi e persino drammatici, con uomini e donne, che lo segneranno per sempre.
L’uomo incontra e si scontra con vari guardiani della soglia, che prenderanno le sembianze, via, via, di fenomeni collettivi e sociali, come il pregiudizio, il senso comune, il mondo dei medici psichiatri, le comunità di recupero, ma busseranno anche alla porta dell’anima come demoni interiori, come affetti turbolenti, quali l’abbandono, il tradimento, la sessualità carnale.
Anche la prospettiva temporale del romanzo, così come l’intreccio, procede con un andamento incalzante ma sincopato e ritmato, un po’ come la musica blues e rock, vera e propria coprotagonista, sempre slanciata in avanti e al tempo stessa incatenata al passato, con incessanti, inevitabili, flashback e déjà-vu.
Come bastone da viaggio e come bussola, il protagonista ha solo i suoi sogni e un’indomita voglia di sperimentare la vita, anche quando questa sembra infrangersi contro muri simili a scoscese scogliere marine o chiede di superare prove al limite delle umane capacità, come la scalata a mani nude di un’aspra vetta innevata, o il fronteggiare animali feroci.
E proprio su alte catene montuose, immerso nella cultura e nella religione dei nativi americani, nelle credenze e nelle pratiche dei "medicine men" pellerossa, l’uomo crederà di scovare un segno per l’avvenire quando le circostanze storiche troveranno una propria, parziale, quiete, non senza perdite e sacrifici, e il cammino di individuazione si farà sempre più rarefatto, sospingendolo verso una metamorfosi spirituale finale. (https://www.etabeta-ps.com/scheda-libro/luca-biasci/loving-the-alien-979-12-5789-122-0-9106.htm)
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