Incendio sul Monte Faeta, l’emergenza non è ancora finita. Ma in migliaia rientrano nelle proprie case. C’è la prima ipotesi sulla causa
Canadair, elicotteri e squadre di volontari sono ancora al lavoro: sul versante lucchese c’è stata una piccola ripresa del fuoco. Il dolore di un vigile del fuoco con la casa danneggiata
PISA. Migliora la situazione sul Monte Faeta, devastato da tre giorni di fiamme. Enormi i danni alla natura e non solo.
La situazione
Canadair, elicotteri e squadre di volontari sono ancora al lavoro nella mattina di sabato 2 maggio: sul versante lucchese, infatti, c’è stata una piccola ripresa del fuoco.
In migliaia tornano a casa
Dopo giorni di apprensione, migliaia di residenti di Asciano e Santa Maria del Giudice hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni. L’evacuazione era stata disposta in via precauzionale a causa del vasto incendio, ma nella serata del 1° maggio è arrivato il via libera al rientro.
Una notizia positiva per la comunità, che si affianca agli aggiornamenti incoraggianti sul fronte dell’emergenza: il rogo, come detto, è decisamente sotto controllo e la situazione risulta in progressivo miglioramento. Restano comunque in corso le operazioni di spegnimento, mentre le attività di bonifica proseguiranno ancora per diverso tempo. Restano ancora evacuate le persone che abitano in queste vie:
Ad Asciano restano ancora evacuate, in via precauzionale, le aree a nord di via Trieste, ossia:
- Via delle Casette (tutti i tratti)
- Via del Falcione
- Viabilità privata per Località Sugherone
- Via del Tommasone
- Via Casale di Valle
- Via vicinale per Monte Castellare
- Passo Bellugello
- Passo Vecchio Frantoio
- Via Valligiana
- Via di Ragnaia
- Via Possenti (lato monte da intersezione con Via del Fondo)
- Passo dei Cesti
- Via del Fondo
- Via Barachini (lato monte dal fontanello pubblico)
- Via Martiri della Libertà
- Località Palamidessi
La causa: la prima ipotesi
Tra le possibili cause dell’incendio, si ipotizza un abbruciamento di residui agricoli sul versante lucchese, sfuggito al controllo di un privato.
Sul posto sono intervenuti centinaia di operatori, supportati anche da elicotteri, mentre i Canadair hanno operato soprattutto nella zona della Lucchesia. L’estensione del rogo richiama alla memoria quello del Monte Serra del 2018, che distrusse circa 1.200 ettari di bosco.
Il dolore del vigile del fuoco
«Contro la forza della natura, a volte non si può fare nulla». Con queste parole pronunciate al Corriere della Sera, Tommaso Nozzolini, vigile del fuoco e volontario Aib, racconta l’incendio che ha colpito anche la sua casa ad Asciano, una delle tre danneggiate nella notte tra giovedì e venerdì. Le fiamme sono arrivate intorno alle 2.30, spinte dal vento dal versante lucchese fino al paese, mentre lui era già impegnato nelle operazioni di spegnimento. Provato ma determinato, il giorno dopo è tornato in servizio accanto ai colleghi. «È successo tutto in pochi minuti – dice al Corriere commosso – e non avevo mai visto una situazione simile».
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