Il Tirreno

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L’emergenza

Incendio sul Monte Faeta: oltre 3500 le persone evacuate. È lotta contro il vento – Diretta

di Mario Moscadelli

	Le fiamme sul Monte Faeta
Le fiamme sul Monte Faeta

Chiuse alcune strade. Due i centri d'accoglienza attivati. In caso di emergenza questo il numero da contattare: 050/819299

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PISA. L'inferno di fuoco non si placa sul Monte Faeta, tra le province di Pisa e Lucca. E il forte vento complica la lotta contro l’incendio. Ad Asciano evacuata l’intera frazione fino alla provinciale 30: coinvolte circa 3.500 persone.

La situazione 

L’incendio, che in due giorni ha bruciato centinaia di ettari, ha superato il crinale e, complice il forte vento che nella notte ha ulteriormente intensificato la sua forza, ha continuato ad avanzare verso valle. Le fiamme si sono progressivamente avvicinate al centro abitato, rendendo necessario l’allontanamento dei residenti nell’area compresa fino alla via del Lungomonte. Ed è il forte vento il nemico principale (oggi è in corso una allerta gialla).

La viabilità

Chiusa la SP30 da Asciano a San Giuliano Terme, chiuso il Foro. Limitare al massimo gli spostamenti in prossimità dell'area per non intralciare le operazioni di spegnimento.

I centri di accoglienza

Uomini e mezzi di Polizia locale del comune di San Giuliano Terme, vigili del fuoco e i volontari di Pubblica assistenza, Misericordia e Croce Rossa sono impegnati nel rendere il più fluido e lineare possibile le operazioni. Due i centri d'accoglienza attivati:

Palestra di Ghezzano (Via Sartori 28), che è attiva dalla ieri sera, ma in cui è stato aumentato il numero delle brandine: al momento sono circa un centinaio le persone ospitate.

Palestra della scuola primaria “Verdigi” di Pappiana, dove è stato allestito un punto di accoglienza specifico per le persone fragili con tanto di assistenza medica. 

L’emergenza: il numero utile

È sempre attivo il Coc. In caso di qualunque altra necessità, rimane attivo il Centro Operativo Comunale (COC), contattabile al numero 050/819299, operativo h24 fino alla conclusione dell'emergenza. Il numero è attivo anche per segnalare la presenza di persone non autosufficienti o in difficoltà, al fine di attivare gli interventi di assistenza necessari.

La causa del disastro?

Ma qual è stata la causa del disastro? Così il giornalista e scrittore Alessandro Agostinelli: «Forse qualche ingenuo che ha bruciato le sterpaglie nel suo giardino. Oppure il solito pseudo contadino che quando arriva primavera inoltrata si dedica ai cosiddetti "abbruciamenti". E amministrazioni locali che non impediscono, con ordinanze, pratiche di questo tipo. Da qualche parte sopra Lucca è partito questo fuoco che ha inghiottito 300 e passa ettari di Monte Pisano, di qua e di là dal versante del Faeta, tra Lucca e Pisa, compreso il "Passo di Dante", quel sentiero che sta dentro la Divina Commedia: "al monte/perché i pisan veder Lucca non ponno".

Come spesso accade siamo ancora qui a maledire l'idiota di turno che per incompetenza o dolo ha dato fuoco a una serie di monti. E se davvero fosse un incendio nato per dolo, allora servono pene più importanti. Serve che i delinquenti che danno fuoco ai monti, al bosco, agli alberi siano indicati come reietti della società. Si dirà che pene severe non impediscono a chi vuole di delinquere. Tuttavia la pena per responsabilità e colpe contro la comunità, l'ambiente, gli esseri viventi, cioè per chi dà fuoco alla natura dovrebbero essere aggravate, specie in tempi di cambiamento climatico. La premeditazione è alla base di queste operazioni orribili, aspettando periodi e venti adatti al piano infame.

Ogni anno. Ogni volta. Siamo di nuovo a piangere intere aree di bosco che bruciano, a piangere uno dei nostri beni più preziosi. In questo caso ci saranno state sottovalutazioni del fronte di fuoco? Si sarà atteso troppo a intervenire massicciamente contro il rogo? Il vento è stato davvero forte e imprevedibile? Le scuse possibili sono molte. Ma alla base di tutto c'è sempre qualcuno che in maniera dolosa appicca il fuoco in un bosco, qualcuno che usa le proprie mani per danneggiare tutti e tutto. Non ne possiamo più. Verrebbe da invocare il diavolo, che venga lui a punire questi sub-umani. Che siate maledetti».

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