Gli aggiornamenti
Aeroporto di Peretola, ecco il nuovo decreto per la pista: aggirato l’ostacolo Ue
Firenze: non serve più il parere della Commissione per l’oasi della Piana, solo un’informativa. Cantieri al via a fine anno
FIRENZE. La chiave è in una riga, infilata dentro un decreto di sei pagine. Non più il «parere» vincolante della Commissione europea, ma una semplice «informativa». È lì che cambia tutto per la nuova pista di Peretola.
Il ministero dell’Ambiente, di concerto col Mic, modifica il decreto Via di novembre e sblocca l’iter del masterplan: il passaggio da Bruxelles resta, ma si alleggerisce. E questo consente di far partire la macchina amministrativa, con la conferenza dei servizi e l’obiettivo dei cantieri a fine anno. Il nuovo provvedimento recepisce la richiesta di Enac e riscrive il punto più delicato del vecchio decreto.
A novembre, infatti, l’efficacia del via libera ambientale era subordinata al «rilascio del parere della Commissione europea». Ora quella formula viene sostituita: basta la comunicazione delle misure compensative adottate. È un passaggio tecnico, ma decisivo. Nel decreto originario, la Valutazione di incidenza ambientale sul sito Natura 2000 degli Stagni della Piana (la famosa Vinca) aveva portato a riconoscere impatti significativi, tali da attivare la procedura di deroga dell’articolo 6 della Direttiva Habitat.
Da lì la richiesta del parere europeo, con tempi stimati tra i 2 e i 4 anni. Una prospettiva che rischiava di congelare il progetto per la nuova pista e il nuovo terminal e far lievitare i costi fino a farlo naufragare. «Contento? La contentezza la lascio ad altre cose della vita, ma più sereno sì», dice Roberto Naldi, ad di Toscana Aeroporti. «I cantieri a ottobre? Più probabile a fine anno». «Esprimo apprezzamento – dice il presidente Eugenio Giani – La rimodulazione del decreto, fedele alle norme, semplifica la procedura. Consente di avviare più rapidamente la conferenza dei servizi, per cui comunque ci vorranno almeno sei mesi» Il nuovo atto cambia l’impostazione: non essendoci habitat o specie prioritari coinvolti, la procedura rientra nella parte meno stringente della direttiva.
La Commissione europea viene informata, ma non deve esprimere un giudizio preventivo. Il decreto Via resta valido in tutte le altre parti, comprese le prescrizioni ambientali e le compensazioni. Per Toscana Aeroporti è il passaggio atteso da mesi. Il Masterplan 2035 prevede la nuova pista 11/29 da 2.200 metri, orientata per ridurre i sorvoli sulla città, la riconversione dell’attuale tracciato a taxiway e la realizzazione del nuovo terminal firmato dallo studio Archea dell’archistar Marco Casamonti. Un investimento stimato intorno ai 470 milioni di euro, già soggetto a incrementi legati all’aggiornamento dei prezzi e al prolungarsi dell’iter. Il rischio principale stava nei tempi. Il passaggio obbligato a Bruxelles avrebbe potuto allungare di anni la procedura.
Resta il fronte politico e giudiziario. I Comuni della Piana hanno già impugnato al Tar il percorso autorizzativo. E anche nel campo largo che tiene in piedi la giunta di Giani si riaprirà un fronte. «Fibrillazioni? Non mi preoccupano. In Regione i passaggi sull’aeroporto sono già tutti stati fatti», dice Giani, che pure appoggia Damiano Sforzi alle comunali di Sesto, un irriducibile del No: «Io sono favorevole all’ampliamento da 36 anni, rispetto chi non lo è: Peretola è uno dei mille temi che affrontiamo in Regione con gli alleati: su uno si possono avere opinioni diverse, l’importante è agire con correttezza».
Sul piano tecnico-amministrativo ora c’è una road map: la Grande Peretola torna in corsa, e con un iter che può farla uscire dalla palude.
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