Bancarelle a Pisa, dietrofront del Tar: «Possono essere sgomberate»
Per il giudice prevale l’interesse a non perdere i fondi Pnrr
PISA. Contrordine. Piazza Manin può essere sgomberata dalle bancarelle ambulanti. Lo ha deciso il presidente del Tar di Firenze Alessandro Cacciari, lo stesso che circa 24 ore prima aveva dato lo stop alle operazioni. Cosa è cambiato nel frattempo è presto detto: il Comune ha chiesto una revoca del primo provvedimento e le sue argomentazioni hanno convinto il magistrato. E ora la strada verso il completamento del percorso turistico da via Pietrasantina a piazza Manin sembra essere spianata.
La decisione
Lo scorso 9 gennaio ai 47 bancarellai di piazza Manin era arrivato l’ordine di sgombero entro mercoledì 14 gennaio. Come già avvenuto nei lotti di lavori precedenti, avrebbero dovuto spostarsi in una collocazione provvisoria (in questo caso in largo Cocco Griffi) all’interno delle nuove bancarelle. Una volta terminati i lavori, solo otto sarebbero ritornati in piazza Manin.
Contro l’ordinanza di palazzo Gambacorti hanno presentato ricorso 16 ambulanti, chiedendo un decreto d’urgenza, che il giudice può prendere solo sullo stato degli atti, senza interloquire con la controparte. Il 14, dunque, invece dello sgombero, è arrivato lo stop del Tar al Comune.
Una decisione che il sindaco Michele Conti aveva accolto con preoccupazione, ricordando come avrebbe potuto significare la perdita dei fondi stanziati con il Pnrr, che hanno scadenze ferree. Proprio il finanziamento con il Piano di ripresa e resilienza ha però anche rappresentato il grimaldello utilizzato dal Comune per sovvertire la decisione.
L’amministrazione, infatti, ha immediatamente presentato al presidente del Tar una richiesta di revoca del decreto presidenziale. Quest’ultimo – come si legge nel provvedimento pubblicato ieri – era stato infatti accolto «in ragione dell’assenza di specifiche ragioni di urgenza, che non venivano evidenziate nel provvedimento comunale citato» (cioè nell’ordinanza del 9 gennaio). Il Comune ha fatto quindi presente «la necessità di completare i lavori di riqualificazione della piazza nell’arco temporale di due mesi, a pena della perdita del finanziamento concesso per la loro esecuzione nell’ambito del Pnrr». E questo ha convinto il presidente Cacciari, nell’ambito del “bilanciamento degli interessi”, a dare ragione al Comune visto che l’interesse pubblico è il mantenimento dei finanziamenti e che i bancarellai «potranno proseguire altrove la loro attività e un eventuale danno patrimoniale potrà essere oggetto di risarcimento in caso di accoglimento delle loro ragioni in sede di merito».
Strada tracciata
Il Comune ha reso noto la decisione del giudice con una sintetica nota nel primo pomeriggio. Ma la brevità non cancella l’evidenza di una decisione presa: palazzo Gambacorti, forte del pronunciamento del Tar, ora vuole andare avanti senza ulteriori stop. «I lavori non subiranno alcuna interruzione e potranno seguire il cronoprogramma stabilito», si legge nella nota. Ciò non toglie che anche fino al tardo pomeriggio di ieri sono andati avanti confronti con i bancarellai “ribelli” per cercare di comporre la situazione. Ma ormai, almeno per il Comune, la storia è scritta.
