Doccia fredda sull’Empoli, al Castellani passa il Sudtirol
Un gol di testa di Pecorino condanna gli azzurri. Dubbi su un fallo di mano in area ospite nella ripresa
EMPOLI. Doccia fredda al Castellani per gli azzurri contro un Sudtirol cinico che segna e si arrocca fino al 95’: un gol su calcio d’angolo e poi tutti dietro, un po’ il marchio di fabbrica di quel volpone della Serie B che è Fabrizio Castori. Ma va subito detto che gli altoatesini non hanno rubato nulla, se non un bel po’ di tempo di gioco, tanto che a metà della ripresa, all’ennesima “riflessione” del portiere Adamonis prima di rimettere la palla in gioco, dalla tribuna si è sentito urlare “Ci si mette meno alla posta!”.
In realtà un’ombra ci sarebbe su questo 0-1 casalingo incassato dall’Empoli. Al 48’ c’è stato un plateale fallo di mano di Molina in area. Sembrava un rigore solare, ma l’arbitro Bonacina probabilmente ha applicato la regola secondo cui se la palla sbatte prima su un’altra parte del corpo, in questo caso il petto del difensore, prima di incocciare il braccio allora non c’è penalty. Insomma, rigore è quando arbitro fischia, avrebbe detto Boskov. Non ce ne voglia il compianto Vujadin, ma qualche dubbio resta.
La sostanza, alla fine, è che quando l’Empoli sembra pronto a spiccare il volo (era già accaduto dopo le vittorie con Catanzaro, Avellino e Bari) arriva sempre qualcuno a tarpargli le ali.
La cronaca. Partita bloccata fin dai primi passaggi, si sapeva e così è stato. Le due squadre giocano in un fazzoletto di campo e non c’è il tempo di ragionare. Tronchin s’incolla a Ghion, individuato giustamente come la principale fonte di gioco, e lo spettacolo latita. Accanto a Ghion agisce Haas, alla prima dal titolare con la fascia di capitano, premiato prima dell’inizio per le 100 presenze in azzurro, ma lo si vedrà poco e male in partita. Il primo brivido al 19’ per una discesa di Zedadka che cade in area ma viene ammonito per simulazione. Al 24’ la rete che deciderà la partita. La segna di testa Pecorino (aveva timbrato anche all’andata) su corner di Casiraghi (sempre pericolosi i suoi calci d’angolo a differenza di quelli azzurri). La partita si mette sui binari che cercava Castori e gli azzurri faticano a trovare il bandolo della matassa. Anzi, non lo trovano proprio fino all’intervallo.
All’ora di gioco Dionisi sgancia Shpendi e Ignacchiti per uno spento Ceesay e per Haas e un minuto dopo arriva il primo tiro di Nasti nello specchio della porta difesa da Adamonis. Al 65’ un’occasione più grossa col colpo di testa di Guarino che il portiere ospite para in bagher. L’Empoli sembra aver cambiato passo, ma è solo un’illusione. Non arriveranno altre occasioni clamorose, solo uno stillicidio di minuti inframmezzati dal fallo sistematico e dai passaggi sbagliati (78% quello riusciti per gli azzurri, 59% quelli degli ospiti) e il triplice fischio finale fa calare il sipario sulla partita e sulle ambizioni dei padroni di casa.
