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Pisa, il Pd stravince in città. Lega sotto il 6 per cento

di Francesco Loi
Pisa, il Pd stravince in città. Lega sotto il 6 per cento

Fratelli d’Italia seconda forza ma staccata di undici punti. Exploit da parte di Alleanza Verdi Sinistra che sfiora il 12%

11 giugno 2024
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PISA. Il Pd primo partito in città. Sempre di più. Il voto delle europee lo ribadisce. Anzi, lo rafforza. I democratici arrivano a quota 33,59%. Più di quanto preso alle politiche (Camera) di due anni fa. Una spinta a sinistra confermata dall’exploit di Alleanza Verdi Sinistra che sfiora il 12%. Fratelli d’Italia, a sua volta, ribadisce la leadership nel centrodestra, con numeri simili al 2022. Particolare il caso della Lega: il partito che vede tra i suoi iscritti Michele Conti scende sotto il 6%, ma è un risultato che dà valore alla strategia “civica”, ben oltre il perimetro della coalizione classica di centrodestra, che un anno fa ha riportato il sindaco al successo in città.

Il confronto

Pisa dunque continua a guardare più a sinistra. Ci sono ben undici punti percentuali di differenza rispetto alla seconda forza cittadina, il partito della premier Meloni. Il campo largo pisano supera largamente il 50%, aggiungendo a Pd e Avs anche l’8,41% del Movimento 5 Stelle. Prendendo sempre a paragone le elezioni di due anni fa, le principali con un quadro politico simile all’attuale, il centrodestra è come se fosse rimasto fermo nei suoi numeri: nella tabella di questa pagina si nota che anche Forza Italia e Lega sono a livelli simili, decimale in più o in meno. Anche sommando le forze dell’allora Terzo polo, stavolta diviso tra Renzi e Calenda, si torna intorno all’8%.

È come se non ci fossero stati movimenti nell’arco di due anni, a parte lo scatto in avanti del Pd e quasi lo scambio di cifre tra Avs e M5S. Da un anno all’altro, in questo caso prendendo come elemento di confronto le comunali, non dissimili nemmeno le percentuali dell’affluenza: 55,86% per queste europee contro il 56,43% della tornata elettorale per Palazzo Gambacorti. Il cerchio di coloro che provano interesse per il voto non cambia granché.

Le comunali

Questi numeri danno forza a chi vuol mettere in evidenza la strategia vincente di Conti nel 2023, mentre per le europee il sindaco quasi non si è visto e sentito, fedele al nuovo motto “essere il primo cittadino di tutti”.

Le statistiche storiche elettorali dicono che in città il centrodestra pesa intorno al 33%. E le europee lo ribadiscono. Un anno fa sono state le liste civiche legate a Conti a fare la differenza: 14,53% per la lista del sindaco (Pisa al Centro) e 4,45% per quella di Paolo Pesciatini (Sviluppo e Territori).

Infatti il paragone tra comunali ed europee, per quanto riguarda il centrosinistra e il campo largo, mostra cifre ben diverse: il Pd un anno fa si era fermato dieci punti indietro, l’Alleanza Verdi Sinistra stavolta ha preso più del doppio, stesso discorso per il Movimento 5 Stelle. E il centrodestra? Lega un anno fa quasi al doppio, Fratelli d’Italia appena sopra il 17%, anche Forza Italia più indietro. In pratica due competizioni completamente diverse, dove il voto trasversale e disgiunto, insieme alle dinamiche locali, vanno a disegnare un altro quadro.

Quartieri

Il centrosinistra si afferma nella grande maggioranza dei quartieri cittadini. Ci sono due situazioni che più delle altre hanno un significato: il Cep, diventato il simbolo della svolta leghista dal 2018 in avanti, si schiera largamente dalla parte del centrosinistra; e sul litorale anche Marina di Pisa, roccaforte di FdI, registra il sorpasso ai danni del centrodestra. Che invece resiste a Coltano, Tirrenia e San Piero.

I big

In città a prendere il maggior numero di preferenze è stata Giorgia Meloni (3.491). A seguire Antonio Mazzeo (2.755), che si consola della mancata elezione in Europa precedendo la sua segretaria Elly Schlein (2.473). Il generale Vannacci (1.057) batte Susanna Ceccardi (801). Tra gli altri leader nazionali candidati nella circoscrizione, 517 preferenze per Matteo Renzi, 462 per Antonio Tajani, 231 per Carlo Calenda.

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