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cronaca

Assoluzione per l’ex direttore della Confartigianato di Pisa

Margheri: «Ero sereno, miei comportamenti sempre corretti»


22 giugno 2022 Pietro Barghigiani


PISA. Un’assoluzione con la formula per cui «il fatto non sussiste».

Arriva nel pomeriggio la sentenza che libera dall’accusa di essersi intascato soldi dell’associazione l’ex direttore dalla Confartigianato di Pisa, Paolo Margheri, 63 anni, residente a Livorno, originario di Firenze dove svolge attività di consulenza aziendale e di mediatore creditizio.

Il giudice Susanna Messina ha assolto il consulente accusato dai vertici dell’associazione di categoria di aver prelevato denaro (circa 9mila euro) dai conti correnti di Confartigianato quando non sarebbe stato più titolato a svolgere quel tipo di operazioni. Difeso dall’avvocato Massimiliano Ferretti, l’imputato è stato giudicato in abbreviato per appropriazione indebita. Confartigianato era parte civile con il legale David Billetta.

«Non avevo dubbi sull’esito del processo - dichiara Margheri -. Sapevo di non aver fatto niente di illegale. I miei comportamenti sono sempre stati improntati alla massima correttezza. E credo che nel lungo periodo in cui sono stato direttore ho fornito un contributo importante a Confartigianato Pisa». I rapporti tra Margheri e l’associazione degli artigiani dopo anni proficui e di reciproca fiducia si erano interrotti con un atto formale. A fine gennaio 2017 al dirigente era arrivata una raccomandata con la quale il datore di lavoro gli comunicava il licenziamento. Il punto del processo era: perché da licenziato ha continuato a operare come direttore della Confartigianato facendo prelievi e usando, a volte, anche il timbro dell’associazione? «Dopo il licenziamento ho effettuato una serie di operazioni legali di cui erano informati i vertici dell’associazione - aveva spiegato Margheri -. In attesa che trovassero un sostituto per il mio incarico ho continuato a lavorare per Confartigianato che ha rappresentato tanta parte della mia vita professionale».

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