Il Tirreno

Pisa

Rientrati al lavoro i due operai licenziati illegalmente dall’Avr

D.R.
Rientrati al lavoro i due operai licenziati illegalmente dall’Avr

Azienda condannata per attività antisindacale: la soddisfazione della cgil 

31 agosto 2021
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pisa. Reintegro immediato e riconoscimento delle retribuzioni maturate in oltre un mese di stop. Il Tribunale di Pisa, sezione lavoro, ha accolto il ricorso presentato dalla Filcams-Cgil contro il licenziamento di due operai e condannato Avr per attività antisindacale.

Ieri, dopo una lontananza forzata di oltre un mese, sono tornati al lavoro i due dipendenti (29 e 38 anni) della società che gestisce per conto della Pisamo l’appalto alla manutenzione stradale e del verde del Comune di Pisa licenziati a seguito della partecipazione ad una mobilitazione indetta dal sindacato per rivendicare l’adeguamento salariale. Lo scorso 27 agosto, il Tribunale ha accolto il ricorso presentato dalla Filcams-Cgil di Pisa, assistita dagli avvocati Andrea Stramaccia e Gianluca Esposito dello studio legale Bellotti e Associati di Firenze, riconoscendo “l’illegittimità” dei provvedimenti decisi da Avr e ordinando l’immediato reintegro degli operai. I due avevano aderito al blocco degli straordinari e delle reperibilità indetto dal sindacato per contestare il mancato adeguamento dello stipendio dei 12 operai impiegati nel servizio (rifacimento manto stradale, della segnaletica e del verde delle zone adiacenti alle strade, alle piazze, ai parcheggi e ai marciapiedi). Un salario troppo basso rispetto al tipo di lavoro svolto, secondo il sindacato, conseguenza anche della scelta aziendale di applicare il contratto delle imprese di pulizie che ha portato l’organizzazione sindacale ad inaugurare a dicembre una mobilitazione per portare all’attenzione dell’azienda le richieste dei lavoratori, sfociata anche in alcuni scioperi e in due blocchi degli straordinari e delle reperibilità, l’ultimo dei quali seguito dall’invio delle lettere con le quali Avr ha comunicato ai due operai la «sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso».

«Esprimiamo estrema soddisfazione – commentano Caterina Ballanti, segreteria generale della Filcams-Cgil di Pisa, e Matteo Taccola della segreteria provinciale –, rispetto al risultato conseguito. Di fronte a questo atto gravissimo, lesivo delle libertà e delle prerogative sindacali, non potevamo che portare l’azienda davanti al giudice per stroncare sul nascere qualsiasi azione repressiva e punitiva che nella fattispecie si è concretizzata nel licenziamento dei lavoratori, dichiarato illegittimo dal Tribunale, che sono stati reintegrati sul posto di lavoro corrispondendo loro le retribuzioni maturate dal licenziamento fino all’effettiva reintegra, senza quindi dover dare seguito alle cause individuali già avviate con l’impugnazione dei licenziamenti tramite l’ufficio vertenze della Cgil di Pisa».

Dopo i licenziamenti, il sindacato aveva chiesto un passo indietro da parte della società e il reintegro dei lavoratori «essendo evidente l’intento di depotenziare gli strumenti di conflitto con l’irrogazione di pene esemplari con lo scopo di dissuadere future adesioni a scioperi e delegittimare l’azione sindacale – conclude la Filcams –. Riteniamo adesso necessario che si attivi un confronto fattivo e rispettoso delle relazioni sindacali con l’azienda, già a partire dal prossimo incontro che si terrà alla presenza anche del Comune e di Pisamo il 13 settembre».

D.R.

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