Matteo Arcenni è il nuovo presidente del Parco dell’Arcipelago: «È la vittoria del modello Terricciola»
Via libera alla nomina dal ministro Pichetto Fratin per il sindaco del paese del vino sulle colline della provincia di Pisa: «Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e spirito di servizio»
PORTOFERRAIO. Ora è ufficiale. Matteo Arcenni, sindaco di Terricciola, sulle colline della Valdera, in provincia di Pisa, fino ad oggi commissario straordinario dell’ente, è il nuovo presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’annuncio è arrivato nella giornata di giovedì 28 maggio con un post pubblico sui social – dopo la pubblicazione del decreto ministeruale – in cui Arcenni definisce la nomina come la «vittoria del modello Terricciola» e ringraziando le persone che nel comune che amministra «hanno scelto nel 2024 di dare fiducia a me e alla mia squadra di persone competenti che ogni giorno mi fanno sentire fortissimo il loro supporto umano e professionale. Donne e uomini che si dividono davvero in quattro per il territorio».
Le prime dichiarazioni
Nelle sue prime parole da presidente del Parco, Arcenni spiega: «Lavoreremo con determinazione, pragmatismo e una visione di lungo termine, affinché l'Arcipelago Toscano continui a essere un faro di bellezza, equilibrio, sostenibilità ma anche motore di sviluppo e modello di innovazione nel cuore del Mediterraneo». Arcenni continua: «Accolgo questo incarico con senso di responsabilità e spirito di servizio. Il Parco deve essere un luogo aperto, capace di dialogare con cittadini, istituzioni e operatori, promuovendo uno sviluppo sostenibile che metta al centro la tutela dell’ambiente».
La nomina
Arcenni è stato nominato Presidente dell’Ente con decreto Ministero della Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 165 del 26 maggio 2026 e rimarrà in carica per i prossimi cinque anni. Ha già ricoperto il ruolo di Commissario straordinario del Parco con decreto ministeriale del 15 ottobre del 2025 e riconfermato con un secondo decreto il 9 aprile 2026. Conclusa la procedura di legge attivata per la nomina del Presidente, vacante dal 28 giugno 2025, il Parco ora ha di nuovo l’organo titolare del potere di indirizzo politico e presidente di diritto del costituendo Consiglio direttivo per il quale si attende il decreto di nomina. «L’azione del Parco si svilupperà lungo direttrici chiare, dove la tutela della biodiversità saprà coniugarsi con lo sviluppo del territorio, puntando fermamente sui valori della sostenibilità e di un’apertura alle comunità. Il Parco non deve essere, infatti, inteso come un ecosistema chiuso o un museo da contemplare a distanza, ma come un laboratorio vivo di dialogo. Apertura – spiega ancora Arcenni – significa sinergia costante con le comunità locali, con i sindaci, con il tessuto economico e con i cittadini, affinché la protezione della natura diventi un valore aggiunto condiviso e mai un limite». Poi il riferimento alle parole di Papa Benedetto XVI: «In questo percorso, mi piace richiamare il concetto di ambiente promosso da Papa Benedetto XVI. Nelle sue riflessioni, il Pontefice ci ha ricordato che la tutela del Creato non è un ecologismo di facciata – prosegue il nuovo presidente del Parco – ma un dovere strettamente legato all'ecologia umana. Proteggere l'ambiente significa riconoscere una “grammatica della natura”, un ordine che richiede rispetto, responsabilità intergenerazionale e la consapevolezza che l’uomo e l’ambiente crescono e si custodiscono insieme, come il riconoscimento MAB Unesco ci ha indicato. Questa visione alta ci impone di allargare lo sguardo oltre i confini delle nostre isole, inserendo l'Arcipelago nel più ampio e complesso contesto del Mediterraneo. Il nostro mare è oggi un ecosistema fragile, crocevia di culture ma anche epicentro dei mutamenti climatici globali. In questa rete geopolitica e ambientale, il nostro Parco deve candidarsi a essere un modello di riferimento internazionale per le buone pratiche di conservazione marina e terrestre. Davanti a noi abbiamo l’orizzonte cruciale delle sfide dell’Agenda 2030. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite non sono scadenze formali, ma impegni concreti che guideranno la nostra azione quotidiana: dalla transizione energetica delle isole alla gestione virtuosa delle risorse idriche e dei rifiuti, fino alla promozione di un turismo naturalistico sempre più consapevole». Arcenni quindi ringrazia «il ministro Gilberto Pichetto Fratin, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai sottosegretari Patrizio La Porta, Claudio Barbaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani».
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