«Gli hanno sparato», ma quando arriva all’ospedale scoprono la sorpresa: il caso a Prato
L’uomo stava effettuando dei lavori con un trattorino falciaerba quando ha sentito un forte dolore all’addome e ha visto che stava perdendo sangue
PRATO. All’inizio si era pensato a un incidente sul lavoro, poi era emersa un’ipotesi inquietante, quella di un colpo di fucile, poi, alla fine il ritorno alla prima ipotesi, più tranquillante per certi versi, ma non meno dolorosa per il protagonista. Ma andiamo con ordine.
La ferita e i soccorsi
Questa mattina nella zona della Bogaia, al confine tra Prato e Poggio e Caiano, è scattata l’emergenza per prestare soccorso a un uomo di 48 anni che presentava una ferita all’addome. Il tutto è successo avvenuto poco prima delle 9: il 48enne, dipendente di una cooperativa, era alla guida di un trattorino tagliaerba impegnato a ripulire dalla vegetazione infestante nell’area della Bogaia, quando all’improvviso ha sentito un forte dolore all’addome. E stato a quel punto che si è accorto che stava anche perdendo sangue. Immediatamente ha chiamato il 118. Sul posto, pensando appunto a un incidente sul lavoro, sono intervenuti anche la polizia municipale, i carabinieri e i tecnici del Dipartimento prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, e ovviamente il personale sanitario.
Un colpo di fucile?
Ma nel prestare il primo soccorso all’uomo è scattato l’allarme: quel tipo di ferita, infatti, sembrava corrispondere corrispondeva a quella di un colpo di fucile. Insomma, qualcuno avrebbe sparato all’uomo, il quale però non aveva udito alcuno sparo. Una cosa non troppo strana considerando che il rumore del trattorino e il fatto che il 48enne indossava anche delle cuffie proprio per proteggersi da quel rumore. Vedendo la ferita si è pensato all’ipotesi del cacciatore, solo che la caccia in questo periodo è chiusa ed è permessa solo quella di selezione per l’abbattimento dei cinghiali. Ma oggi non era in programma nessuna battuta di caccia al cinghiale (del resto non è quella una zona particolarmente vocata per questa attività) e, inoltre, la ferita non era quella che ci si sarebbe dovuti aspettare da un proiettile utilizzato contro i cinghiali (come quella provocata da una cartuccia a pallettoni o a palla unica). Sembrava piuttosto la ferita provocata da una cartuccia utilizzata nella caccia a prede più piccole. Ed in quel momento è stata avanzata l’ipotesi del bracconiere, ossia del cacciatore di frodo che nel cercare di colpire la preda aveva inavvertitamente sparato al 48enne della cui presenza non si era reso conto.
La scoperta in ospedale
I soccorritori, una volta stabilizzato il 48 enne, hanno deciso di ricoverarlo a Careggi, dove è stato trasportato in elicottero, in codice rosso per dinamica. Ed è stato all’ospedale fiorentino che ci si è accorti che no, probabilmente nessuno aveva sparato a nessuno: non sono state trovate tracce di proiettile, né pallini sottopelle, e la ferita era solo superficiale. Al punto che, una volta fatte le medicazioni, l’uomo è stato dimesso. Nessun proiettile dunque, ma probabilmente un sasso o un pezzo di legno colpito dalla lama della falciatrice e che, rimbalzando, ha finito a sua volta per colpire l’uomo sul trattorino.
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