Elezioni in Toscana, a Viareggio errori nei verbali: ci sono 700 voti non assegnati – Cosa può succedere ora
Il controllo dei verbali nelle 63 sezioni ha fatto emergere gravi incongruenze, con due seggi che non hanno attribuito le preferenze automatiche ai candidati sindaco: un’anomalia che finisce agli atti e che potrebbe aprire la strada a eventuali ricorsi
VIAREGGIO. Conti fatti, ma non esatti. Lunedì 25 maggio lo spoglio delle schede ha determinato il ballottaggio tra Sara Grilli e Federica Maineri, ma il conto dei voti non è del tutto preciso. Mercoledì 27 maggio, infatti, in fase di controllo dei verbali delle singole sezioni, è risultata la non assegnazione di un po’ più di 700 voti complessivi tra i vari candidati.
Il controllo dei verbali
Come da regolare iter, al Comune di Viareggio è iniziato il controllo dei verbali – presieduto dal magistrato Andrea Maggiori del Tribunale di Lucca – di ciascuna delle 63 sezioni in cui si è votato. Prima sono stati controllati quelli relativi alle preferenze dei singoli candidati e poi quelle a liste e consiglieri. Nella giornata di mercoledì 27 maggio è stato terminato il controllo relativo alle preferenze dei candidati mentre quello sulle liste proseguirà giovedì 28 e forse venerdì 29 maggio, se necessario. Tutte le incongruenze rilevate vengono messe a verbale, documento che poi sarà reso pubblico una volta terminati i lavori.
Le incongruenze riscontrate
Per la maggior parte si tratta di incongruenze riguardanti un singolo voto, le quali vengono “sbrigliate” dal magistrato con un controllo incrociato dei verbali. Mercoledì 27, però, relativamente a due sezioni – la 14 e la 34 – sono emerse mancanze di ben altra entità. In queste due sezioni, in sostanza, i presidenti di seggio hanno segnato, nella parte relativa alle preferenze dei candidati sindaco, solamente i casi in cui era stato indicato esplicitamente il sindaco (apponendo la “x” sul nome del candidato) e non i casi in cui la preferenza al candidato derivava dalla scelta della lista.
Le 700 preferenze mancanti
Secondo la legge elettorale per i comuni sopra ai 15mila abitanti, se sulla scheda elettorale viene contrassegnato solamente il simbolo di una lista, la preferenza va in automatico anche al candidato sindaco collegato. Tra le due sezioni, dunque, risultano più di 700 preferenze non assegnate complessivamente tra i vari candidati. Non è possibile risalire alla distribuzione di quei voti semplicemente guardando quelli raccolti dalle liste dei candidati, perché sarebbe impossibile tenere conto dei voti disgiunti.
Possibili ricorsi
Per questo errore – come per ogni altro riscontrato a prescindere dalla rilevanza – ogni candidato potrebbe, eventualmente, presentare ricorso al Tar chiedendo, ad esempio, il riconteggio di quelle schede.
Effetti sugli equilibri del ballottaggio
Le preferenze alle liste sono state comunque regolarmente assegnate, e dunque l’errore non ha influito sulla parte relativa alla composizione virtuale del consiglio comunale, ma solo sui voti dei singoli candidati. Per quanto rilevante dal punto di vista numerico, è da escludere che l’eventuale aggiunta di quelle preferenze mancanti possa cambiare gli equilibri del ballottaggio. L’unico caso possibile, infatti, sarebbe quello in cui tutte le oltre 700 preferenze mancanti risultassero appartenenti a Marialina Marcucci, portandola forse a raggiungere i voti di Maineri.
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