Piombino, amianto non censito in un carroponte: scatta l’allarme tra i lavoratori in Jsw
Intervengono le Rsu e Rls dei sindacati, avviato un percorso di bonifica. Chiesto un incontro urgente a istituzioni, Asl e Arpat sulle condizioni di sicurezza nello stabilimento
PIOMBINO. La presenza di fibre di amianto “non censito” in un carroponte dell’officina meccanica ha creato allarme tra i lavoratori dello stabilimento Jsw. Tanto che, sul tema, intervengono con una nota unitaria le Rsu e Rls di Fim, Fiom e Uilm che denunciano «l'ultimo di una serie di incidenti» e chiedono «un coinvolgimento diretto delle istituzioni territoriali per un monitoraggio costante sullo stato della fabbrica che da anni in assenza di investimenti rende sempre meno sicuri gli impianti, i lavoratori e le procedure di lavoro».
Allarme amianto
Andiamo per gradi. La dura presa di posizione delle rappresentanze dei sindacati metalmeccanici arriva in seguito a un incidente che si è verificato la scorsa settimana all’interno dell’officina meccanica dello stabilimento. Nello specifico, ricostruiscono i sindacati, si è verificata la rottura di un freno di un carroponte. «Dopo aver verificato che tale pezzo conteneva materiale amianto non censito (i carroponti presenti in officina meccanica e officina elettrica non risultavano dalla mappatura di stabilimento relativa a impianti o macchine con presenza amianto) – argomentano le Rsu e Rls di Fim, Fiom e Uilm – giovedì scorso sono stati installati dei rilevatori per il controllo di eventuali fibre aereo-disperse nell'ambiente oggetto dell'accaduto. Oggi (ieri per chi legge ndr) è arrivato il responso di tale controllo che attesta l'assenza di fibre aerodisperse, questo non deve far abbassare la guardia su un argomento così delicato e non scagiona l'azienda per non aver messo fin da subito i lavoratori in sicurezza». A questo punto è stato avviato un percorso di bonifica dei carroponti presenti in officina meccanica e officina elettrica, «che vedrà – spiegano le Rsu e Rls – la messa in servizio dei carroponti che necessitano di tale bonifica solo dopo intervento avvenuto».
Sicurezza sotto la lente
Le rappresentanze dei sindacati spiegano come questo sia «purtroppo l'ultimo di una serie di incidenti che solo per caso non hanno portato a conseguenze drammatiche per i lavoratori – attaccano – Per questo abbiamo già chiesto un incontro urgente agli assessori all’ambiente e al lavoro del Comune di Piombino, Asl e Arpat». Altro tema caldo è il futuro dello stabilimento, a partire dalla tanto attesa firma dell’accordo di programma. «Chiediamo che sia fatta più velocemente possibile chiarezza sulla firma dell'accordo di programma Jsw, i lavoratori e gli impianti non possono più aspettare e nessuna delle istituzioni firmatarie può continuare a scaricare le colpe volta dopo volta su attori diversi e lasciare che la fabbrica diventi giorno dopo giorno sempre meno sicura – attaccano i sindacati – Un accordo di programma che potrebbe avere doppia finalità, togliere qualsiasi alibi alla proprietà indiana Jsw e al tempo stesso essere volano per il possibile nuovo investimento Metinvest Adria che tra difficoltà legate al finanziamento del progetto e mancate risposte istituzionali rimane ad oggi un gran bel progetto solo sulla carta. Purtroppo questo territorio ha ormai visto troppe volte presentazioni di progetti, summit internazionali e dichiarazioni roboanti, ma da tempo a tutto ciò non sono seguiti fatti concreti. Un richiamo va anche ai tutti i partiti politici, che spesso si sono fiondati sulla vertenza quando sembrava all’orizzonte una possibile soluzione, ma che poi colpevolmente si sono defilati e sono risultati assenti ingiustificati lasciando i lavoratori e il sindacato da soli a cercare di trovare possibili soluzioni».
Le Rsu e gli Rls esortano dunque le istituzioni «ad un vero cambio di passo immediato, prima che sia troppo tardi, prima che la fabbrica e i possibili nuovi investitori lascino per sempre un territorio devastato da una crisi industriale ultra decennale. In accordo con le segreterie di Fim Fiom e Uilm nelle prossime ore saranno convocate le Rsu in consiglio di fabbrica. Non è più tollerabile che le istituzioni (Comune , Regione ,Autorità di sistema e Ministeri) continuino a nascondersi e a non svolgere un ruolo di regia così da governare e determinare il possibile rilancio industriale del nostro territorio».
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