Massa, difende due donne e viene massacrato di botte al distributore – Chi è la vittima del pestaggio
Si tratta di Massimo Corniani, geologo, responsabile della sicurezza in alcune cave di marmo del versante carrarese
MASSA. Momenti di paura nel pomeriggio di lunedì al distributore Eni, in via Marina Vecchia, dove un uomo è stato aggredito dopo essere intervenuto in difesa di due donne.
I fatti
Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe nato da un acceso diverbio tra un camionista e due clienti dell’area di servizio, probabilmente legato ai tempi di attesa per il rifornimento. Dalle parole l’autotrasportatore sarebbe passato rapidamente ai fatti e, visibilmente alterato, avrebbe iniziato a minacciare e tentare di colpire le due donne che si sono rapidamente rifugiate in macchina chiudendo bene le serrature.
A quel punto un altro uomo, presente sul posto, è intervenuto per proteggere le due malcapitate e cercare di riportare la calma. Il gesto, però, avrebbe scatenato la reazione ancora più violenta del camionista, che si sarebbe scagliato contro di lui, colpendolo ripetutamente fino a farlo cadere a terra e continuando poi a infierire con colpi violenti.
Chi è la vittima
La persona aggredita è molto conosciuta in città. Si tratta di Massimo Corniani, geologo, responsabile della sicurezza in alcune cave di marmo del versante carrarese, personaggio di spicco nell’area politica del partito democratico e candidato alle ultime elezioni amministrative di Carrara come consigliere. «Sono ancora sconvolto – racconta Corniani –. Un episodio che davvero ha pochi giustificativi. Aggredito solo nel tentativo di difendere due donne in difficoltà. È un episodio che mai avrei pensato potesse accadermi. Stavolta è andata meglio, sicuramente rispetto a quanto accaduto in piazza Palma».
Dopo i fatti, l’uomo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso, dove è stato sottoposto ad accertamenti e radiografie per verificare l’entità delle lesioni riportate. Dimesso dopo le visite, ha ricevuto dieci giorni di referto.
Sull’episodio, del quale il “difensore” intenderebbe esporre una denuncia ai carabinieri, potrebbero ora essere avviate indagini.
