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Elba, quelli che aprono in bassa stagione: «Sull’isola si può fare, ecco come»

di Stefano Bramanti
Elba, quelli che aprono in bassa stagione: «Sull’isola si può fare, ecco come»

Quattro imprenditori della Costa del Sole: «Servono servizi e trasporti migliori»

01 aprile 2024
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PORTOFERRAIO. Tre albergatori e un ristoratore dell’ovest dell’Elba, aperti in bassa stagione. Sono certi che l’isola può conquistare flussi turistici in autunno e in inverno. Clima mite, bellezze naturali e storiche, ma tutti concordi: per tale meta ci vogliono servizi di base, mezzi di trasporti adeguati e progetti tra Comuni e forze sociali.

Si sono espressi gli imprenditori dell’hotel Corallo di Pomonte, a Patresi, dell’Hotel Belmare c il ristorante Il Faro. E pure il B&B Fonte di Zeno in zona Poggio.

Fonte di Zeno

La famiglia Cocchia ha recuperato un antico casale, ora dotato di tre ampie camere e un appartamento per tre persone, il tutto immerso nella natura incontaminata. «I Comuni potrebbero attivare, anche in inverno, servizi indispensabili – dice Andrea – musei aperti, gli alberghi offrano pacchetti ad hoc per la bassa stagione e dovrebbero dotarsi di riscaldamento. Poi bar e ristoranti devono aprire a turno, e vanno potenziati i collegamenti con l’Elba e i trasporti nell’isola, altrimenti non nasce una valida bassa stagione».

Hotel Corallo

Ed ecco le proposte costruttive dei gestori dell’Eco Hotel di Pomonte della famiglia Galeazzi fin dal 1950. Lorella Anselmi dice: «Un ambiente familiare aperto da marzo a novembre, uno dei pochi. Servizi di qualità per valorizzare il territorio. I nostri clienti amano l’andar per sentieri che col clima invernale sempre più mite e valido tutto l’anno. Italiani e stranieri percorrono la Gte e poi si gustano prodotti tipici isolani. Un turismo da potenziare con accordi tra i comuni, il Parco nazionale e quello minerario riese, per favorire maggiori servizi in bassa stagione. L’isola è ricca di natura, storia, reperti archeologici, da scoprire in tutto l’anno. Purtroppo l’aeroporto non è attivo in inverno e chi vuole arrivare all’isola col traghetto, partendo col treno, ha difficoltà. Ci vorrebbero convogli diretti, da Pisa o Firenze, per Piombino. Speriamo si concretizzino tali strategie».

Il Belmare di Patresi

E non poteva mancare Vincenzo Anselmi col suo albergo genuino a gestione familiare, spesso portavoce del settore turistico dell’ovest isolano. «L’allungamento della stagione? Un investimento per l’accoglienza e per l’economia isolana. Ma vanno create forti intese tra i sette Comuni, invece ogni ente agisce per conto proprio. Si sviluppino offerte specifiche valide oltre la stagione estiva, per una accoglienza soddisfacenti degli ospiti. L’Elba spesso non è autosufficiente, per esempio nel settore sanitario dobbiamo andare a curarsi altrove. Spese e difficoltà tante. Invece per il turismo in bassa stagione dobbiamo essere più forti: avere trasporti validi e più frequenti, quelli su gomma sul nostro territorio sono inadeguati alle esigenze degli ospiti nei mesi invernali. Tanti amano il trekking e quindi c’è da curare i percorsi, eliminare discariche abusive nella macchia. Si mettano sui tracciati naturali fontanelle sfruttando le nostre sorgenti. Anche nella provinciale vanno tagliate le piante sporgenti a lato strada. Il turismo può crescere se agiamo uniti».

Ristorante Il Faro

Infine parla il bergamasco Matteo Terzi adottato dall’Elba da vent’anni. Ora gestisce il ristorante Il faro a Patresi. Offre ai clienti, oltre grandi panorami, piatti di carne stante la sua origine lombarda, ma anche pesce fresco e punta a garantire equilibrio tra qualità e prezzo. «Tante le difficoltà che incontro – dice – per allungare la stagione turistica. L’Elba non s’impegna molto per realizzare questa meta. La grande passione mi sorregge ed apro sebbene i risultati non siano brillanti: spesso è più la perdita del guadagno. Ci vorrebbero incentivi per chi apre i servizi: agevolazioni sulle tasse e che alleggeriscano le spese energetiche. Ed è dura trovare dipendenti. Infatti non li ho trovati e devo fare di più: sono pochi gli elbani e dobbiamo assumere chi viene da fuori. Altre spese per dar loro un alloggio. Tutto ciò non favorisce una stagione più lunga. A volte penso che sarebbe più salutare rimanere in relax con la famiglia, in inverno. Ma non mollo, ci credo».




 

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