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Cellule staminali nel ginocchio per riparare i danni dell’artrosi: come si svolge l’intervento e i vantaggi

Giuseppe Lioci direttore dell’unità operativa complessa ortopedia e traumatologia Piombino Elba e direttore dell’area Ortopedie e traumatologie dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e Luigi Genghi, direttore del presidio ospedaliero di Portoferraio
Giuseppe Lioci direttore dell’unità operativa complessa ortopedia e traumatologia Piombino Elba e direttore dell’area Ortopedie e traumatologie dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e Luigi Genghi, direttore del presidio ospedaliero di Portoferraio

Nel reparto di ortopedia elbano ora è possibile eseguire la tecnica dell’innesto. Il direttore Lioci: «Lavoro di rete per garantire ovunque le migliori tecnologie»

21 febbraio 2024
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PORTOFERRAIO. Nel reparto di Ortopedia di Portoferraio, guidato dalla responsabile Paola Cacialli, è possibile eseguire la tecnica dell’innesto di cellule staminali nel ginocchio per rigenerare il tessuto cartilagineo, riparandolo dai danni dell’artrosi.

«In ambito ortopedico – spiega Giuseppe Lioci, direttore dell’unità operativa complessa Ortopedia e traumatologia Piombino-Elba e direttore dell’area Ortopedie e traumatologie dell’Azienda Usl Toscana nord ovest – con i colleghi delle altre unità operative, stiamo portando avanti un importante lavoro di rete, che ci consente di garantire in maniera capillare, in ogni ospedale, le migliori tecnologie e le metodiche più moderne. Questo rafforzamento della rete ci consente di fornire risposte adeguate al cittadino in ogni realtà aziendale, con l’esecuzione dell’intervento direttamente nell’ospedale della zona in cui risiede la persona oppure, in via subordinata, con la presa in carico e l’invio nella struttura in cui la prestazione viene assicurata. Le infiltrazioni di cellule staminali consentono di rigenerare il tessuto cartilagineo, in presenza di artrosi (patologia degenerativa delle articolazioni) in fase iniziale o intermedia, quando le altre terapie non abbiano avuto effetto e non sia ancora indicato l’impianto di protesi. Nel caso specifico si tratta di un piccolo intervento chirurgico, in anestesia locale e di breve durata, eventualmente ripetibile a distanza di almeno un anno, che mira a ridurre il dolore e a ripristinare la mobilità dell’arto».

Come si svolge l’intervento. «Per prima cosa è necessario il prelievo delle cellule staminali – spiega Paola Cacialli, responsabile Ortopedia e traumatologia Elba – che viene eseguito in regime di ricovero con anestesia locale ed eventuale sedazione. Al paziente, in sala operatoria, viene prelevata dalla cresta iliaca una quantità di midollo osseo che viene poi centrifugata con appositi macchinari in modo da separarne le sue componenti. Una volta ottenuto il concentrato, viene infiltrato con una siringa all’interno dell’articolazione. L’invasività della metodica è quindi davvero limitata. Dopo l’intervento, il paziente viene riaccompagnato in stanza ed è in grado di camminare autonomamente. Nei pazienti con artrosi già conclamata chiaramente non sono sufficienti a far regredire il processo stesso, ma possono comunque migliorare la sintomatologia dolorosa. È bene comunque ricordare che è sempre lo specialista a individuare i casi in cui utilizzare questa terapia, che non è ovviamente indicata per tutti i pazienti e non si può pensare certo di utilizzarla per qualsiasi problematica o dolore di un’articolazione».

«L’attivazione di un nuovo servizio – dice Luigi Genghi, direttore del presidio ospedaliero di Portoferraio – è sempre una buona notizia per la sanità elbana, ma più in generale per la popolazione dell’Isola. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questo risultato e in particolare, oltre alla direzione aziendale, anche il direttore dell'Area di Ortopedie e Traumatologia, Giuseppe Lioci, che sin dall'inizio del mandato si è molto prodigato per estendere l’attività, già praticata in altre zone dell'Azienda, anche all'Elba».

«Accolgo con grande piacere – conferma il sindaco Angelo Zini – l’attivazione di questo servizio altamente innovativo anche nel nostro ospedale. È la conferma che si possono fare attività importanti per i cittadini anche in strutture più decentrate come la nostra per dare risposte alla popolazione. Un grazie sentito ai medici e a tutto il personale che lo ha reso possibile e alla direzione aziendale».

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