Il Tirreno

L’emergenza sociale

La storia di Gresia e Vita: «Noi, morose per necessità nella trappola del sistema»

di Gabriele Buffoni
Gresia Cristina Finocchiaro, la moglie Vita Cudia e le avvocatesse Rita Guerra e Alessandra Pallini che le assistono
Gresia Cristina Finocchiaro, la moglie Vita Cudia e le avvocatesse Rita Guerra e Alessandra Pallini che le assistono

Piombino, non riescono a pagare perché gravate dalle spese mediche. La loro vicenda è salita agli onori delle cronache dopo quanto raccontato dai titolari della casa al Tirreno e in televisione

27 dicembre 2023
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PIOMBINO. La loro storia è salita agli onori delle cronache prima sulle pagine del Tirreno, quando i proprietari dell’appartamento denunciarono la situazione di grave difficoltà in cui versava la loro famiglia in assenza di un reddito su cui facevano invano affidamento da un anno e mezzo. Poi attraverso un noto programma televisivo, con i loro volti finiti ovunque anche sui social. «Siamo state bollate e infamate – racconta Vita Cudia, la moglie di Gresia Finocchiaro – ora faccio fatica a trovare un impiego, ho paura anche solo a uscire di casa». Gresia e Vita infatti sono una coppia morosa: da tre anni hanno un contratto d’affitto da 420 euro mensili per l’appartamento in cui vivono. E inizialmente hanno pagato regolarmente tanto che «dopo un iniziale contratto transitorio hanno rinnovato per un normale 3+2 – spiegano le avvocatesse Rita Guerra e Alessandra Pallini dell’omonimo studio piombinese che assiste le due ragazze – i problemi purtroppo sono iniziati un anno e mezzo fa quando Gresia è rimasta vittima di un incidente».

Nel giugno 2022 infatti Gresia, che aveva un impiego stagionale in un camping dell’area sanvincenzina, resta vittima di un incidente stradale. Da cui esce viva, ma «con una paralisi flaccida che mi ha ridotto in sedia a rotelle – racconta – e purtroppo le speranze di tornare a camminare sulle mie gambe non sono molte: finora ho seguito ogni genere di trattamento ma ho recuperato solo il 3% della mobilità dopo oltre 40 sedute di fisioterapia: in pratica posso utilizzare le stampelle soltanto per pochi minuti». Da allora perciò le medicine, i controlli medici, le riabilitazioni si sono succedute senza sosta. Con costi che hanno gravato sui risparmi della coppia. «Mi hanno accertato l’invalidità solo ad aprile 2023 – racconta Gresia – fino ad allora abbiamo pagato tutte le spese con i soldi che avevamo e grazie all’aiuto dei nostri genitori, perché la pensione di invalidità mi è arrivata solo in seguito a quella data. E anche allora – spiega – si tratta di un assegno di poco più di mille euro che devono servire a coprire visite private, fisioterapia, medicine. Oltre a questo, io non sono praticamente più autonoma e spesso Vita è costretta a rimanere a casa con me per aiutarmi, se non ci riusciamo a trovare altre soluzioni. Rinunciando al lavoro».

Così, da un anno e mezzo e ancora in attesa di un risarcimento per l’incidente che ancora non è arrivato, Gresia e Vita non sono state più in grado di pagare l’affitto. «Abbiamo fatto richiesta al Comune di Piombino per un alloggio di emergenza già a settembre 2022 – spiega Gresia – perché non riuscivamo a pagare, perché qui ci sono delle barriere architettoniche che per me sono diventate un problema e poi anche il soffitto della camera da letto è crollato e abbiamo due diffide dei vigili del fuoco a utilizzarla per ragioni di sicurezza». Dal Comune però «ci hanno risposto che è necessario lo sfratto con almeno il primo accesso di un ufficiale giudiziario». Cosa, questa, che difficilmente avverrà a breve: il 12 novembre scorso infatti «c’è stata solo la convalida dello sfratto da parte del giudice – spiega l’avvocatessa Pallini – ma ad oggi non abbiamo avuto ancora il precetto per il rilascio di immobile. Dopodiché servirà la significazione di sfratto: solo a quel punto l’ufficiale giudiziario fissa una prima data che corrisponde al primo dei tre accessi possibili. Con la sola convalida la procedura non è ancora esecutiva – conclude Pallini – e anche per questo stiamo sollecitando il collega che cura gli interessi dei titolari della casa, con cui abbiamo cercato di avviare anche una trattativa per il recupero a rate dei canoni di affitto, perché si accorcino i tempi delle pratiche: avrebbero potuto avviarle dopo un solo mese di morosità senza dover aspettare tutti questi mesi».

Fino all’arrivo dell’ufficiale giudiziario quindi Gresia e Vita «sono intrappolate dal sistema – commenta l’avvocatessa Guerra – anche perché altre soluzioni abitative a Piombino non si trovano neppure passando attraverso i privati, con il contributo d’ingresso comunale che è previsto come possibilità d’emergenza, perché gli appartamenti sono tutti indirizzati agli affitti estivi».

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