Il Tirreno

Il dolore

Piombino, lutto per la scomparsa del professor Corrao

Un’immagine del professor Pietro Corrao scattata a scuola
Un’immagine del professor Pietro Corrao scattata a scuola

La vita ad insegnare latino e greco: il cordoglio dei suoi studenti, fissato il funerale

31 agosto 2023
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PIOMBINO. Classici greci e latini per prendersi cura della vita. Insegnamento come una missione, anche se lo incontravi per strada con il cane “Poty” al guinzaglio. Cordoglio in città per la scomparsa del professor Pietro Corrao, 75 anni, morto a casa la sera di martedì. Malato, ma riservatissimo sulle sue condizioni. Un lutto condiviso da generazioni di studenti che si sono stretti alla famiglia.

«Nato a Palermo nel 1948 – racconta, con commozione, la figlia Marie Corrao – dopo la laurea la cattedra a Piombino. Giovanissimo, non aveva ancora 22 anni. Appena arrivato in città, all’Albergo Roma, dove aveva trovato alloggio, l’incontro con mamma, Rita Pasdera, da Roma qui per lavorare. Si sono innamorati e poi sempre insieme, bisticciando tutta la vita. Ho visto passare da casa davvero tanti allievi – aggiunge Marie –. Ha continuato a dare ripetizioni gratuite, a spiegare latino e greco, a parlare dei problemi di ogni giorno e del vivere. Anche dopo la pensione nel 2006». Da dovunque memorie e ricordi.

«Oggi si direbbe un uomo divisivo e non politically correct – spiega Elena Pecchia, con lui dalla prima alla terza liceo classico, poi collega a scuola (latino e italiano) – . Eppure un grande, grandissimo grecista. Facendo qualche giorno fa un piccolo trasloco ho trovato la sua traduzione dell’Agamennone di Eschilo, magistrale. All’Università ho portato proprio quella tragedia e quella traduzione, 30 e lode in un attimo con quella lettura dei metri greci così poco attuale, una perla splendente e antica. Fabio (Canessa ndr) oggi è a l festival di Venezia da giornalista e “ministeriale”, certo per le sue capacità ma c’è pure lo zampino di Pietro».

«Un ricordo affettuoso, eravamo i suoi pulcini... e anche dopo da colleghi non mancava mai di farmi gli auguri di compleanno», fa eco Cristina Conti, stessa classe di Pecchia e Canessa, oggi docente di matematica e fisica al liceo Carducci. Passano gli anni, la stima cresce.

Sottolinea Melisanda Massei Autunnali, ora professoressa di storia e filosofia: «Ci ha insegnato molto – dice – pure il rigore e la disciplina, a dare importanza alle cose che valevano davvero, accrescendo la predisposizione che magari ciascuno di noi aveva».

Per la scrittrice Silvia Avallone: «Corrao, mio professore dalla prima alla terza liceo. Ricordo bene la passione con cui ci ha trasmesso i classici – conferma – : un bagaglio che ho portato con me come un grande dono. Persona molto generosa con gli allievi. Nell’intervallo veniva a palare con noi nel corridoio, così riuscivamo a stabilire un rapporto anche umano. L’ultima volta l’ho incontrato quando sono stata a Piombino per la presentazione del libro “Acciaio”: è stato molto bello. Mi ha confermato che mi stava seguendo a distanza da quando mi sono trasferita a Bologna. Lo ricordo con grande affetto, un debito felice: le sue conversazioni su Edipo re e Sofocle mi sono servite e tutt’ora mi servono come un discorso sul vivere».

Per chi volesse dargli un ultimo saluto oggi (giovedì 31) sarà alla sala del commiato della Misericordia. Funerale domani alle 9.30.

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