Il caso La Pila

Elba, il Comune unico torna di moda col referendum per l’aeroporto

di Stefano Bramanti
Elba, il Comune unico torna di moda col referendum per l’aeroporto

Il comitato rilancia la proposta: «È una scelta urgente»

02 aprile 2023
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CAMPO NELL'ELBA.  «È urgente riparlare di Comune unico, lo dimostra il caso della referendum per decidere le sorti dell’aeroporto fatto in uno solo dei sette Comuni dell’isola». Lo sostiene Stefano Martinenghi rappresentante del “Comitato Elba in Comune” che da anni sostiene una sola amministrazione comunale per tutta l’isola.

«Il dibattito sull’ampliamento o chiusura dell’aeroporto – dice Martinenghi in un comunicato – dimostra l’urgenza di istituire il Comune dell’Isola d’Elba per dare risposte valide alle esigenze degli elbani. L’aeroporto di Campo nell’Elba, in tanti lo dicono, è al servizio dell’isola tutta, come il porto di Portoferraio. Non ha senso un referendum riservato ai soli residenti campesi, anzi ai soli abitanti di Marina di Campo visto che nelle frazioni non verranno aperti i seggi. Il sindaco Montauti ha più volte dichiarato la propria avversità all’ampliamento dell’aeroporto pertanto l’esito del referendum pare scontato. E dai media si apprende che il diniego all’ampliamento dell’aeroporto potrebbe comportare la chiusura della struttura, in danno della continuità territoriale, del turismo e dell’economia dell’Elba. Non si può lasciare le sorti di un aeroporto che serve l’isola a una netta minoranza di abitanti: l’isola ha oltre 30mila residenti. Potrebbe il sindaco di Portoferraio chiamare i propri cittadini a decidere delle sorti dell’ospedale di San Rocco che serve isolani e decine di migliaia di turisti? Assurdità che proseguiranno finché non decideremo di attuare il Comune dell’Isola d’Elba».

“Elba in Comune” ha avviato nel recente passato la raccolta firme per accedere al referendum confermativo per il Comune unicoL’avevano avviata, ma non si è conclusa, perché i consiglieri comunali di ogni schieramento politico, di ogni comune, sostiene Martinenghi, «si sono rifiutati di recarsi ai banchetti per autenticare le firme con vari pretesti».

«È vero non si può obbligare un consigliere presentarsi al banchetto – prosegue il comunicato – ma pure l’autenticazione delle firme è un dovere istituzionale. Per risolvere la questione abbiamo contattato dirigenti nazionali di partiti di ogni schieramento i quali asseriscono per le istituzioni, le fusioni tra i comuni sono un opportunità per il governo del territorio. E c’è stato un convegno nazionale su questo tema della fusione tra comuni, cui hanno partecipato i parlamentari Graziano Del Rio (al quale si deve l’omonima legge sulla fusione dei Comuni, ndr) e Debora Serracchiani del Pd, Roberto Bagnasco di Forza Italia, Daniela Sbrollini di Azione-Italia Viva».

«In merito a quanto accaduto all’Elba, è stato interpellato anche il consigliere regionale del Pd, responsabile per l’Elba, Gianni Anselmi, che è stato prodigo di consigli – conclude Martinenghi –. La soluzione emersa, per ottenere il sostegno della politica e riavviare l’iter di raccolta firme per l’istituzione del referendum, è quella di depositare nuovamente la stessa proposta di legge del nostro Comitato, già dichiarata procedibile dalla Regione, coinvolgendo in prima persona le associazioni di categoria del territorio e altri Enti che hanno a cuore il futuro dell’Elba. Il nostro comitato ha accolto senza riserve l’indicazione e avviato i primi colloqui con esito positivo».
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