piombino
cronaca

Automedica per garantire il soccorso, le associazioni dell'Elba: «È un miglioramento»

Meloni, Fornino e Vozza: «Le ambulanze restano e con l’infermiere a bordo del nuovo mezzo il servizio sarà rafforzato» 


05 aprile 2022 Antonella Danesi


PORTOFERRAIO. «Siamo i primi in Toscana ad avere questa sperimentazione che è un netto miglioramento nel servizio». Simone Meloni dell’Arciconfraternita Misericordia di Portoferraio non ha dubbi sulla validità del nuovo progetto sperimentale della Usl Toscana Nord Ovest dell’automedica, iniziato ieri sull’isola e che andrà avanti per prossimi sei mesi. Il primo che vede un equipaggio composto da un infermiere, un medico e un autista soccorritore messo a disposizione dalle associazioni di volontariato.

Fino ad ora l’ambulanza con medico a bordo h 24 è stata solo a Portoferraio nel periodo autunnale e invernale, sul resto dell’isola erano a disposizione poi altre quattro ambulanze senza medico. In estate poi sia a Porto Azzurro che a Campo nell’Elba due ambulanze vengono potenziate con altrettanti medici. Cosa che succederà anche quest’estate, come al solito da giugno a settembre. «La novità importante – continua Meloni – è che sul mezzo c’è l’infermiere che prima non era previsto ed è un equipaggio che si può sdoppiare, con un capacità assistenziale che prima non c’era nell’emergenza territoriale e che non ha eguali nella Regione Toscana perché noi siamo i primi». L’automedica, infatti, permette il soccorso avanzato di più pazienti contemporaneamente e di ospedalizzare quelli più gravi con entrambi gli operatori sanitari a bordo dell’ambulanza, senza dover abbandonare l’automedica. Inoltre ci sarà la possibilità che un solo operatore sanitario segua un paziente sull’ambulanza di appoggio, lasciando l’automedica con l’altro professionista e l’autista ancora operativi per eventuali ulteriori attività. «Un servizio molto più agile, rispetto a quello che può essere fornito con un’ambulanza medicalizzata, e che non toglie niente a quelli del territorio – termina Meloni – Le ambulanze sull’isola resteranno cinque, come è sempre stato dal 1997». Il progetto dell’automedica in altre regioni funziona molto bene da decenni, ci racconta Vincenzo Fornino del Santissimo Sacramento. «È importante avere a bordo un medico e un infermiere. È molto positivo che il progetto sia partito sull’isola e – commenta – è un ottimo servizio che rende più agile intervenire sull’emergenza e coprire diversi punti. Perché una volta cessata l’emergenza e stabilizzato il paziente uno dei sanitari con l’automedica potrà intervenire anche su altre emergenze. Naturalmente è partito solo da un giorno e quindi in corso d’opera si potrebbero rendere necessari degli aggiustamenti. È positivo però che siamo i primi della regione, l’isola è un territorio che ben si presta a questa sperimentazione».

Vincenzo Vozza, presidente della Croce verde di Portoferraio, pone poi l’accento sulla velocità dell’intervento dell’automedica rispetto all’ambulanza. «È un servizio più versatile – considera – in più è importante la sperimentazione che permette di avere la doppia figura sanitaria sul mezzo. L’infermiere prima era alla guida, ora essendoci un volontario soccorritore ha una doppia funzione, vale a dire che si può rendere disponibile anche ad un altro intervento. E poi il fatto che comunque l’autista sia un soccorritore è un completamento dell’equipaggio».

A questo si aggiunge che a Portoferraio resta a disposizione un’ambulanza senza medico a bordo per gli interventi in cui non necessita il sanitario. Mezzo che prima doveva arrivare dagli altri paesi dell’isola. «Fatto che riduce notevolmente i tempi di intervento – considera – visto che oltre all’automedica ci sarà anche l’altro mezzo pronto ad intervenire».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.