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Lamporecchio, da Fabio un raggio di speranza: donati novemila euro alla ricerca

di Martina Trivigno
Lamporecchio, da Fabio un raggio di speranza: donati novemila euro alla ricerca

Cinque mesi fa la scomparsa di Camelli, 27 anni

14 maggio 2024
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Lamporecchio L’amore oltre la morte. La speranza oltre le difficoltà. Il 14 dicembre – cinque mesi fa – Fabio Camelli, 27 anni, di Lamporecchio, se n’è andato per sempre, ma non il suo ricordo. Ha combattuto con coraggio contro una malattia rara e incurabile che in quattro mesi l’ha strappato all’affetto dei suoi cari e ora i genitori, Janet e Marco, la fidanzata Chiara e gli amici hanno deciso di seguire il suo esempio di grande generosità, trasformando il dolore in amore con un obiettivo: continuare a combattere perché la ricerca faccia sempre più progressi. «Fabio avrebbe voluto così», dicono.

Così hanno raccolto circa novemila euro e li hanno donati alla Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano, ospedale pubblico dedicato esclusivamente alla cura del cancro, sia dal punto di vista clinico che della ricerca. «La Fondazione vive anche del sostegno materiale di chi ripone piena fiducia nell’efficacia di una lotta contro il cancro condotta “senza quartiere” esattamente come, da quasi un secolo, avviene nei nostri laboratori e nelle nostre corsie – si legge nella lettera inviata dalla Fondazione ai genitori e alla fidanzata di Fabio Camelli – In questa impresa sono fortemente impegnate centinaia di persone che lavorano nell’istituto con passione e professionalità, potendolo fare, molto spesso, anche grazie a contributi privati che integrano quelli pubblici. Il vostro gesto ha quindi una grande importanza pratica oltreché simbolica». La Fondazione, infatti, ha sempre interpretato il proprio ruolo di ente di ricovero e cura a carattere scientifico, dove la peculiarità è che la traslazione dei risultati della ricerca nell’assistenza sono strumento per assicurare al paziente la migliore cura disponibile.

Tutto è iniziato con una cena in memoria di Fabio a Lamporecchio poco dopo la sua scomparsa: gli amici di sempre, con indosso delle magliette bianche, si aggiravano tra i tavoli servendo i commensali. È stato quella la prima occasione (ma non sarà l’ultima) – insieme ai contenitori nelle attività commerciali di Lamporecchio – per raccogliere fondi.

La scomparsa prematura di Fabio è una ferita ancora aperta per tutta la comunità e per chiunque gli volesse bene. È ancora vivo il ricordo di quel ragazzo allegro e pieno di sogni. La musica, prima di tutto, una mano sulla cuffia e l’altra sulla consolle. E poi c’è il suo coraggio, anche nel momento più terribile quando, forse, ha capito che quella malattia non l’avrebbe sconfitta. Ma combattuta sì, fino alla fine. «Io guarirò», diceva ai suoi amati genitori, alla fidanzata e agli amici. Ora, però, il ricordo di Fabio e il suo esempio potranno aiutare altre persone e, in particolare, chi in futuro dovrà fare i conti con il cancro.

E i genitori di Fabio – che ringraziano la fidanzata Chiara e gli amici per l’affetto e la vicinanza degli ultimi mesi – già si preparano a organizzare un’altra cena di beneficenza. Il ricavato, questa volta, sarà devoluto alla Croce Verde di Lamporecchio per supportarla nelle sue attività. l


 

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