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La vertenza Alival sulla ribalta nazionale: «Lactalis non potrà più agire in silenzio»


19 giugno 2022 Giancarlo Fioretti


PONTE BUGGIANESE.  Il sindaco di Ponte Buggianese Nicola Tesi ha centrato l’obiettivo che si era proposto: dare alla vertenza Alival una rilevanza nazionale. La grande partecipazione di personalità politiche, la presenza fianco a fianco di Cgil e Ugl, unite in questa battaglia nell’interesse dei lavoratori e, soprattutto, la presenza sulle tribune del Palapertini di tutti i lavoratori dello stabilimento Alival di Ponte Buggianese, hanno dato alla difficile vertenza un respiro che va oltre i confini regionali.

«A dispetto– ha fatto notare il primo cittadino – di una proprietà che fa di tutto per far passare in silenzio i suoi propositi di chiusura entro i primi 3 mesi del 2023. La sua grettezza la porta a non prendere in considerazione una possibile riconversione della produzione verso prodotti di maggiore qualità».

I vertici Lactalis, tuttavia, pur non proponendo alcun piano industriale, spiattellano sotto gli occhi di sindacati e istituzioni perdite d’esercizio di circa 69 milioni in un arco temporale decennale e di 16 milioni solo per il 2022. Questo per giustificare che il segmento di mercato del formaggio fuso da forno non è più competitivo. Con buona pace del famoso “condipizza” che, a suo tempo, fece la fortuna degli stabilimenti del gruppo.

«Siamo di fronte a dati imprecisi – sostiene l’assessora regionale alle Attività produttive Alessandra Nardini – che non si riferiscono al solo marchio Alival ma che vanno ascritti a tutto il gruppo Nuova Castelli, che per conto di Lactalis controlla Alival. La nostra azione in sinergia con la Regione Calabria è riuscita a trascinare l’azienda a un tavolo di confronto alla Conferenza delle Regioni, visto che il Mise si era astenuto dall’intervenire in virtù di un numero troppo piccolo di lavoratori coinvolti. Io sono fiera di affiancare la collega calabrese Giuseppina Princi in una battaglia per il lavoro e per la dignità che non ci vedrà mai dome».

Duro l’intervento di Valerio Fabiani, consigliere speciale di Eugenio Giani per le crisi aziendali. «Non mi ero mai trovato di fronte a una situazione del genere – ha asserito – che vede un’azienda ferma nei propositi di chiusura a oltranza. Lactalis – ha precisato – deve essere posta di fronte a due sole alternative: ristrutturazione aziendale con blocco dei licenziamenti o cessione ad altri dell’intero gruppo Alival, rispettando tutti gli obblighi giuridici ed economici che una decisione del genere comporta. La Regione Toscana, di concerto con la regione Calabria, può mettere sul tappeto tutti gli strumenti necessari per superare la criticità del momento. Il caso dell’azienda agroalimentare di Marradi, nel Mugello, deve fare scuola. Qua, un imprenditore molto più piccolo del colosso Lactalis, se n’è andato solo quando ha assicurato il passaggio dell’azienda in altre mani».
 

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