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cronaca

«Le Terme non sono solo la nostra storia. Di qui passa il futuro di tutta Montecatini»

Il sindaco Bellandi racconta il 2018 e guarda al 2019 in cui lascerà dopo 10 anni la carica: «È stato un onore»


23 dicembre 2018 David Meccoli




«Cosa farò da grande? Mi leverò di torno, non ho altri spazi politici da occupare». Il bilancio di fino anno sulle attività svolte dall’amministrazione comunale coincide stavolta con l’ultimo semestre da sindaco per Giuseppe Bellandi, che a giugno del prossimo anno si toglierà la fascia tricolore.

«Chiunque venga dopo di me – dice – speriamo possa unire e non dividere la città». E poi i pensieri su Terme, sicurezza, lavori pubblici e grandi eventi. «Sono stati – dice il sindaco – dieci anni che mi hanno segnato. Fare questo mestiere non è semplice, ma è stato un onore farlo per la mia città, aiutato dai cittadini con cui ho avuto un rapporto quotidiano. Certo, ci sono stati anche momenti spiacevoli: quello che mi ha segnato di più è stata la morte in Comune di Giovanna Piattelli. E poi tanti giorni difficili».

E tra questi Bellandi non può non ricordare la lunga stagione della crisi delle Terme. «Purtroppo abbiamo ereditato gli effetti di scelte fatte in tempi sbagliati, ma le Terme restano la storia di Montecatini e non vogliamo assolutamente che vengano dismesse. Ci sono state difficoltà a trovare imprenditori seri, ma il nuovo bando per le Leopoldine porrà l’attenzione su un piano industriale corretto da un punto di vista economico-finanziario. E ricordo l’impegno del Comune anche con l’acquisto dall’azienda della pineta e della Palazzina Regia».

Poi la sicurezza, tema caldo per ogni campagna elettorale che si rispetti. «È il bene comune più importante – dice il sindaco – e per questo abbiamo fatto tanto e tanto ancora faremo. Ricordo che siamo uno dei comuni con il più vasto sistema di videosorveglianza e che la amplieremo ancora. E ricordo l’investimento sul nuovo commissariato di viale Adua, pronto a breve».

Quindi, sullo stesso tema, una frecciata più politica: «Sono d’accordo con chi dice che mancano poliziotti in città e per questo speriamo che il Ministro Matteo Salvini si ricordi di Montecatini. E a chi cavalca l’insicurezza, dico che capisco che sia un tema elettorale importante, ma se si fanno firmare petizioni ai cittadini, si deve dire loro anche che uso poi si vuole farne...».

Poi Bellandi ricorda i risultati raggiunti sul fronte dei lavori pubblici (la “nuova” piazza del Popolo, gli interventi quasi conclusi in pineta), ma anche i rimpianti per l’impossibilità di realizzare un polo scolastico all’ex-Kartos, a causa dei rischi idrogeologici dell’area. Rivendica i successi del regolamento urbanistico («Ha rivalutato le strutture termali e permesso a tanti albergatori di fare investimenti»); dello stop al raddoppio della ferrovia («Abbiamo preteso che Rfi facesse uno studio di fattibilità per una sopraelevata: Montecatini non vuole più essere divisa in due dai binari a raso»); della candidatura a patrimonio Unesco ( «Il 22 gennaio sarà presentato a Parigi il dossier definitivo per la valutazione»); dell’accordo con la società Monaco per il Kursaal.

Poi, non prima di aver ricordato alcuni grandi eventi ospitati dalla città durante i suoi due mandati (Fimba, Golden Age, Special Olympics, Mondiali di ciclismo, Miss Italia, Slow Wine), Bellandi ha concluso con un pensiero più strettamente politico e legato alle prossime elezioni, che probabilmente vedranno contrapporsi, per ciò che riguarda centrosinistra e centrodestra, Ennio Rucco e Luca Baroncini. «Con Ennio ho lavorato per 10 anni: è un fidato amministratore della nostra città e potrà ancora farlo con il suo stile. Baroncini dalla lista “Mi piace” è passato recentemente con la Lega: una decisione che rispetto, d’altra parte il vento soffia da quella parte...». –



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