Il Tirreno

Il racconto

Truffa del pedaggio sull'A12, nel mirino toscani di ritorno dalle vacanze – L’sms sospetto e come difendersi

di Giovanna Mezzana

	Un tratto dell’A12 nei pressi dell’uscita per Carrara. A sx l'sms-truffa ricevuto da una carrarese il giorno dopo il suo tragitto in autostrada
Un tratto dell’A12 nei pressi dell’uscita per Carrara. A sx l'sms-truffa ricevuto da una carrarese il giorno dopo il suo tragitto in autostrada

Vittime del tentato raggiro due carraresi che all’uscita dal casello hanno ricevuto il messaggio: «Non hai pagato, mettiti in regola così». Autostrade per l’Italia mette in guardia. Giallo su come vengano “carpiti” i numeri dei cellulari in transito

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CARRARA. C’è una nuova truffa in circolazione: è proprio il caso di dire così perché il raggiro punta a far cadere chi si muove. Per strada, anzi, per autostrade. Colpisce qua e là, a macchia di leopardo, chi imbocca i principali assi viari del Belpaese, quelli per la cui percorrenza si paga un pedaggio: certo è che può capitare di imbattersi in questo imbroglio a chi percorre l’autostrada A12, che collega Genova con Roma. E in queste festività natalizie, nel mirino di cyber criminali sono finiti anche carraresi che – approfittando delle feste rosse – hanno fatto la valigia per raggiungere località di mare o di montagna.

Il viaggio

Ecco il racconto di un caso di tentata truffa. È la mattina del 24 dicembre quando una carrarese entra in autostrada dal casello di Carrara. Direzione Livorno, percorre tutta la tratta e esce alla “barriera” di Rosignano Marittimo, non senza aver pagato prima – a uno dei dispositivi automatici – il quantum dovuto alla società concessionaria; il suo percorso continua lungo la Ss1, la Strada statale 1 – l’Aurelia – che corre in direzione sud, Grosseto/Roma, ma questo è secondario perché non è un tratto autostradale (è il famoso “buco nella Tirrenica). Intorno alla mezzanotte del 26 dicembre, l’automobilista fa il percorso a ritroso per tornare a casa: entra alla barriera di Rosignano, esce (questa volta) al casello autostradale di Massa, pagando il costo del servizio in denaro contante all’addetto di turno.

Toc, toc, arriva l’Sms

Sabato 27 dicembre, intorno alle 17 del pomeriggio, riceve sul suo telefono cellulare un Sms. Il mittente è un generico “Autostrade”. Nel testo c’è scritto: “Autostrade per l’Italia: risulta un pedaggio non saldato. Paga in modo sicuro entro il 30 dicembre 2025»; segue un link da cliccare: https://ita-strade.click/it. Ha qualche attimo di esitazione: «Che storia è? Non ho pagato? Eppure la barra del casello si è alzata regolarmente, non l’ho forzata. Per qualche strana ragione – si chiede – era aperta? Macché». Conclude: «È un tentativo di truffa».

Qui la società

Ha ragione. Alla luce del racconto, Il Tirreno ha contattato Autostrade per l’Italia (quella vera), società concessionaria incaricata della gestione, della manutenzione e dello sviluppo di tratti autostradali a pedaggio. Che spiega che quella è una truffa scoperta nell’ultimo mese e mezzo, tant’è che sul sito della società c’è una pagina che è una campagna anti-phishing (ovvero contro gli inganni informatici). «Sono sempre più frequenti – si legge sul sito web – i tentativi di phishing e altre truffe, che sfruttano illegalmente e in modo contraffatto il nome, i marchi e/o il logo delle aziende»; nel caso specifico, l’automobilista «è portato a credere di aver ricevuto comunicazioni ufficiali da mittenti come Autostrade per l’Italia. Si tratta invece di pagine e/o messaggi fraudolenti che hanno l’obiettivo di sottrarre informazioni personali (per esempio i dati delle carte di credito) o richiedere somme di denaro con vari pretesti, ad esempio invitando i clienti a saldare presunti mancati pagamenti del pedaggio». C’è poi un vademecum per non cadere nella rete dei truffatori, e tra gli alert si legge: «Autostrade per l’Italia non ti chiederà mai di effettuare un pagamento con estrema urgenza. Ricorda che il mancato pagamento del pedaggio ha 15 giorni dal transito per essere saldato senza spese aggiuntive»; all’automobilista carrarese veniva chiesto invece di pagare entro tre/quattro giorni.

Il mistero

Resta una domanda senza risposta: come facevano a sapere i malintenzionati che il telefono cellulare della carrarese avesse viaggiato nelle ore precedenti lungo un tratto autostradale? Misteri del cyber-spazio che, si sa, ormai è “immanente”. Autostrade per l’Italia spiega comunque che Sms simili sono giunti nelle scorse settimane anche a chi non avesse viaggiato in autostrada.


 

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