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Giovanni Bagnoni lascia la sanità pubblica: il dermatologo sceglie il privato

di Martina Trivigno e Franco Marianelli

	Il primario Giovanni Bagnoni
Il primario Giovanni Bagnoni

Il medico simbolo della dermatologia avrebbe già rassegnato le sue dimissioni. Primario a Livorno e Massa, dovrebbe lasciare gli incarichi dal primo marzo

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LIVORNO. È uno dei punti di riferimento della dermatologia in Toscana, ma la sua fama supera i confini regionali, toccando quelli nazionali. Ora, però, il dottor Giovanni Bagnoni, primario degli Spedali Riuniti di Livorno e del Nuovo ospedale Apuane di Massa, è pronto a lasciare la sanità pubblica. Sia chiaro: non significa che abbandonerà la medicina, ma con ogni probabilità si dedicherà in via esclusiva alla libera professione.

Una notizia che pesa, perché Bagnoni non è un medico qualunque. È uno di quei professionisti il cui nome, negli anni, è diventato sinonimo di competenza, autorevolezza e capacità clinica. Un medico che ha segnato un’epoca nei reparti che ha diretto, lasciando un’impronta riconoscibile non solo sul piano prettamente sanitario, ma anche umano e organizzativo.

Classe 1964, carrarino (per la precisione avenzino doc), Bagnoni è diventato primario di Dermatologia all’ospedale di Livorno nel giugno 2012, circa un anno e mezzo dopo la prematura scomparsa (a 53 anni) del predecessore Massimo Ceccarini. Poi, nell’ottobre 2019, il primariato bis alla guida anche del reparto del Noa. Un nome e un impegno, i suoi, dedicati soprattutto alla prevenzione dei tumori della pelle: va da sé l’ulteriore incarico come coordinatore clinico dell’Unità di melanoma e tumori cutanei per l’Asl Toscana nord ovest.

Il Tirreno ha contattato il dottor Bagnoni, ma, raggiunto telefonicamente, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Tuttavia, secondo fonti autorevoli in ambito sanitario, il medico avrebbe già rassegnato le sue dimissioni che si trovano al momento sulla scrivania della direttrice generale dell’Asl nord ovest, Maria Letizia Casani: diventeranno effettive dal 1° marzo, se non ritirate prima di quella data. Stando a quanto si apprende, tra le ragioni alla base della scelta del dermatologo ci sarebbero anche (ma non solo) le condizioni strutturali in cui versa l’ospedale di Livorno con il progetto del nuovo presidio che ancora non è decollato. D’altra parte Bagnoni è conosciuto per essere un professionista schietto, diretto, poco incline alle mediazioni quando si tratta di difendere la qualità dell’assistenza. La sua storia professionale affonda le radici in una formazione solida e in una carriera costruita passo dopo passo: dermatologo di fama, ha seguito migliaia di pazienti, affrontando casi complessi e patologie rare, diventando un punto di riferimento anche per colleghi di altre strutture. Non è raro che il suo ambulatorio sia stato preso d’assalto da persone arrivate da fuori provincia, e in alcuni casi anche da fuori regione.

Dietro il camice, però, c’è anche l’uomo. Appassionato del suo lavoro, Bagnoni è noto per le giornate interminabili trascorse in ospedale e per un rapporto diretto con i pazienti, spesso costruito nel tempo. Una dedizione che, raccontano in molti, ha avuto un prezzo alto in termini di energie e sacrifici personali.

La scelta di lasciare il pubblico, dunque, deve essere stata una decisione sofferta, che apre interrogativi più ampi sul futuro della sanità pubblica e sulla capacità del sistema di trattenere figure di alto profilo. Perché quando un primario di questo calibro decide (o anche soltanto pensa) di voltare pagina, il segnale va oltre la singola vicenda personale.


 

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