Il Tirreno

INCHIESTA SULLE CASE DI ACCOGLIENZA

Caso Serinper, un titolare della cooperativa definiva "feccia" gli ospiti. E le intercettazioni imbarazzano Bugliani

Giacomo Bugliani
Giacomo Bugliani

Massa, inchiesta sulle case di accoglienza: a pochi giorni dalle 11 richieste di rinvio a giudizio spuntano le conversazioni agli atti dell'informativa dei carabinieri. A divulgarle l'esponente di Forza Italia Gianni Musetti, che chiede le dimissioni del consigliere regionale

27 aprile 2021
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MASSA. “Se facciamo prendere la residenza agli ospiti di troppe strutture presenti sul territorio, riempirebbero di feccia la città”.  È questa una delle frasi choc contenute nell’informativa dei carabinieri sull’inchiesta Serinper, la cooperativa che gestisce numerose case di accoglienza a Massa e in Versilia. Case i cui ospiti sono spesso minori e madri con bambini. La frase è attribuita dagli inquirenti ad Alessio Zoppi, uno dei titolari della coop.

A rendere pubblica la frase e con essa le molti contenute dell’informativa è Gianni Musetti, esponente carrarese di Forza Italia: è lui a divulgare gli atti, insieme a una serie di intercettazioni tra cui quelle in cui a parlare è il consigliere regionale Giacomo Bugliani.

C’è anche Bugliani, infatti, quando Zoppi -  ricostruiscono gli inquirenti - sottolinea la necessità di evitare che troppi ospiti prendano la residenza.

L’incontro è nell’ufficio di Zoppi e ha lo scopo di fare il punto sull’accreditamento di una delle strutture Serinper, “La Numeri complessi”. Una procedura regionale per cui - si legge negli atti - il consigliere del Pd  Bugliani  “si sarebbe” attivato.

Di Bugliani e dei legami con la  cooperativa Serinper si parla per la prima volta nel dicembre scorso quando i vertici della coop e altre cinque persone finiscono ai domiciliari. Altre venti persone risultano indagate.  Dall’indagine della procura emerge un legame a doppio filo tra alcuni politici, dipendenti comunali e di Asl e la cooperativa. L’ipotesi è che Serinper riuscisse a evitare controlli nelle sue case di accoglienza o sapesse la data di quei controlli assicurando a chi informava del sopralluogo assunzioni di parenti e amici.
Nel registro degli indagati il nome del consigliere Giacomo Bugliani, Pd, non c’è, né c’è quello di sua sorella Silvia, dipendente della cooperativa. Ma il nome del consigliere compare negli atti. In alcune intercettazioni, in particolare.

L’inchiesta prosegue e nei giorni scorsi la pubblico ministero Alessia Iacopini chiede il rinvio a giudizio per 11 persone rimaste coinvolte nell’inchiesta tra cui lo stesso Zoppi. Richiesto il rinvio anche per il presidente del consiglio comunale di Massa Stefano Benedetti, di Forza Italia. E adesso, a pochi giorni dalla richiesta  di rinvio, parte delle intercettazioni in cui compare il nome di Bugliani vengono rese pubbliche. Arrivano proprio dal forzista Musetti. Il nome di Bugliani, come nel dicembre scorso, non è nel registro degli indagati e non c’è quello della sorella.  Bugliani però - emerge leggendo gli atti - viene definito il “canale preferenziale” della cooperativa Serinper per il suo ruolo in Regione. Lui avrebbe contribuito all’apertura della  “Numeri complessi”: si sarebbe attivato “non soltanto - si legge negli atti - per rimettere in gioco una domanda fino a quel momento considerata  “nulla”, ma anche per “schedare” i componenti della commissione regionale che si  sarebbero presentati per il sopralluogo. Non solo, avrebbe anche avanzato nomi per assunzioni nella cooperativa, in particolare quella di un ragazzo per un  lavoro da aiuto cuoco.

Secondo Musetti, che ha divulgato gli atti, il coinvolgimento di Bugliani - nonostante ad ora non sia indagato - è tale da  indurre a chiedere la sue dimissioni, se non dal consiglio regionale, almeno dalle commissioni che presiede. 

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